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Porsche Cayenne Turbo Electric, viaggio sospeso tra cielo e pietra

Postato da il 10 Settembre 2026

Cayenne Electric non teme nulla. Nemmeno la mancanza del sound potentissimo che affascina da sempre i porschisti. «Cayenne Electric è l’evoluzione della specie. Dal 2002 ne sono state vendute 1 milione e mezzo nel mondo, oltre 36 mila in Italia dove lo scorso anno è stato il secondo modello più acquistato. È vero che l’automobilista italiano è passionale, è cresciuto con una cultura automobilistica fatta di grandi nomi di stilisti e ingegneri ed uno dei motivi che limita la potenzialità dell’ettrico è proprio l’amore per la tradizione e per il motore V8 o V12 con l’inconfondibile sound, però noi preferiamo amplificare le frequenze del motore elettrico piuttosto che inserire dei suoni posticci», spiega Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia. «Quella degli italiani è una resistenza culturale più che tecnica e quando i porschisti della vecchia o dell’ultima ora provano Taycan, Macan o Cayenne elettriche si fanno emozionare dalle tante altre prestazioni e performance delle nostre auto a batteria. E una volta provata l’elettrica la guidano per sempre».

Anche perché Porsche Cayenne Turbo Electric è un vero camaleonte e nel cuore della Turchia, nelle valli attorno alla città rupestre di Uçhisar quando la strada finisce emerge la sua anima corsara e affronta l’off road come se fosse nata qui, merito del pacchetto dedicato che prevede una sezione anteriore con geometria modificata per affrontare in sicurezza strade sterrate accidentate, salite tortuose o discese in verticale scegliendo tra tre differenti modalità di guida fuoristrada.

Un viaggio in elettrico che prosegue per 642 km, da ricaricare quasi come a un pit stop: sono sufficienti 10 minuti per ridarle un’autonomia di 315 km. Ma per la ricarica Cayenne Electric è il primo marchio a offrire anche, come optional, quella induttiva con un sistema wireless fino a 11 kW: basta parcheggiare la vettura nel garage di casa o nel posto auto coperto su un’apposita piastra, trovare un allineamento preciso con la base integrata all’interno della vettura, e il trasferimento di energia inizia automaticamente attraverso un campo elettromagnetico. Peró qui l’unica energia che conta è quella della natura. E di una storia millenaria che fa da scenografia perfetta ad una supercar che segna una rivoluzione per Porsche. Un’elettrica che non teme di certo l’invasione delle auto cinesi premium a batteria: «Sono marchi che hanno tanta tecnologia ma che non hanno storia. I brand europei come Porsche posseggono un capitale prezioso, fatto di tradizione, di passione, di evoluzione nel tempo», riflette Innocenti. «E dunque la sfida vincente sarà non restare indietro nell’innovazione tecnologica e puntare sulla nostra leggenda».




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