Kandinsky a Roma, Hopper a Pisa e le altre mostre d’arte da visitare in autunno con i propri figli. Un’esperta ci ha spiegato che cosa cercano i bambini in ogni quadro
Postato da Redazione Radio WOW il 10 Settembre 2026
Kandinsky a Roma
È da questa idea che partirei per visitare la nuova mostra a Palazzo Bonaparte, Roma, dedicata a Vassily Kandinsky. Nella sua ricerca di dialogo tra colori e suoni, musica e pittura, parla ai bambini con una sorprendente naturalezza. Una sinestesia di immediata comprensione per chi è abituato a leggere il mondo attraverso i sensi.
I più piccoli non si sentono in dovere di cercare una casa, un albero o un volto, il filtro dell’iconografia non li ha ancora intrappolati. Seguono una linea. Ascoltano un colore. Si lasciano trasportare dal ritmo delle forme, attribuendo a ciascuna un significato nuovo. Kandinsky lascia un invito ad ascoltare le proprie emozioni, senza la pretesa di suggerirle, insegna come relazionarsi con loro grazie al sofisticato movimento di una melodia che assume colori e forme sempre diversi.
Mirò a Saint-Paul-de-Vence (Francia)
Se Kandinsky accompagna i bambini nell’ascolto attivo di ciò che sentono, Joan Miró li invita a fare un passo in più. A immaginare. Sull’onda di questo passo, li farei camminare nella Fondation Maeght, nel Sud della Francia. Qui le opere di Miró si attraversano passeggiando in un giardino curato, con il sottofondo degli uccellini che cinguettano.
Compaiono creature gigantesche, qua e là. Figure fantastiche. Animali impossibili. Sculture che sembrano uscite da un sogno. Miró prende oggetti comuni – un cucchiaio, una pietra, un chiodo, un giocattolo, una radice – e li libera dalla loro funzione. Li disgrega e poi li riassembla, li rende altro. «È nella scultura che creerò un universo davvero fantasmagorico, dei mostri viventi»: è come se ci dicesse che ogni cosa può avere una seconda vita. Basta saperla immaginare.
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