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Nicolas Maupas: «Questa Venezia è intensa, reale e necessaria. Mette i riflettori sulle questioni importanti del nostro tempo»

Postato da il 12 Settembre 2026

«Intensa, reale e necessaria». Sono le tre parole che Nicolas Maupas sceglie per raccontare la sua esperienza all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’attore italo-francese, diventato uno dei volti più riconoscibili della sua generazione dopo il debutto in Mare Fuori e i ruoli in Un professore, Il Conte di Montecristo e L’amore, in teoria, quest’anno al Lido ha un compito particolare: insieme a Greta Scarano è infatti il conduttore delle cerimonie di apertura e chiusura della Mostra. «Intensa, perché è stato un periodo estremamente ricco di novità, di scoperte e di lavoro. Dico “reale” perché è una Mostra collegata alla realtà e soprattutto perché è un ricordo anche a me stesso che faccio parte di questa grande macchina in questa edizione. E poi direi “necessaria”, proprio perché è una Mostra della realtà, che sta mettendo i riflettori sulle questioni importanti del nostro tempo».

Non significa chiedere a ogni film di avere necessariamente una funzione politica o sociale, per Maupas la forza del cinema sta anche nella possibilità di cambiare continuamente forma e intenzione: «Ogni film ha il suo intento, quindi sicuramente il cinema è uno strumento anche di denuncia, di contestazione sociale, di sensibilizzazione. Può fare tanto, ma è anche uno strumento di intrattenimento che racconta d’arte, e l’arte può essere fine a sé stessa» racconta. «Può far sognare, può ispirare, può raccontare mondi che non esistono, può intrattenere per un’ora e farlo con mezzi che usano l’estetica come filo narrativo, come fil rouge, oppure farlo perché si vuole raccontare, denunciare o prendere parte in una storia».

Parlando di estetica torna ad alcuni dei film che più lo hanno segnato come spettatore, citando il cinema di Wes Anderson: «Mi vengono in mente Grand Budapest Hotel o I Tenenbaum, che è un film che mi piace molto. Anche Fantastic Mr. Fox, perché mi piace tantissimo quel risultato che sembra quasi palpabile del film». Il suo rapporto con Venezia nasce prima di questa edizione. Il primo ricordo della Mostra coincide con un momento in cui Maupas si sentiva ancora completamente esterno a quel mondo. «È legato alla prima esperienza che ho avuto qui. È stato qualche anno fa, in un percorso parallelo a quella che poi è la Mostra, e già allora sono entrato in punta di piedi perché la Mostra mi è sempre sembrata qualcosa di, non voglio dire irraggiungibile, però di enorme».

Ora il suo posto dentro Venezia è cambiato: «L’ho sempre vista con gli occhi solo dello spettatore. In questa edizione ne faccio parte, ci sono anch’io e questa cosa mi rende estremamente orgoglioso oltre che felice. Quindi è un nuovo ricordo da aggiungere ai ricordi della Mostra».




L’articolo originale Nicolas Maupas: «Questa Venezia è intensa, reale e necessaria. Mette i riflettori sulle questioni importanti del nostro tempo» lo potete trovare al seguente Link