«Straniera nella mia terra: l’esilio è cominciato quando siamo tornati a casa»: la storia di María José Viera-Gallo, dal Cile di Pinochet a Roma, e ritorno
Postato da Redazione Radio WOW il 11 Settembre 2026
Sono passati 53 anni dal golpe di Pinochet«Io penso che la memoria sia una cosa viva, un organismo non statico. Uno percorre, rivede e risente, una e tante altre volte, la stessa storia: ho fatto tantissime domande ai miei genitori e, anche se mi raccontavano esperienze che avevo sentito molte volte, ne è uscito sempre qualcosa di nuovo, di interessante: piccoli dettagli che mi hanno fatto vedere l’esperienza dell’esilio con un’altra lente. In questa ricerca, una cosa che mi ha colpito tantissimo è stata trovare le lettere che mandavamo a mia nonna, la madre di mio padre: le aveva lasciate tutte ordinate, conservate in una busta bellissima. Ho riletto per la prima volta quei fogli che avevo scritto da bambina e mi sono messa a piangere a dirotto: ho scoperto tutta la sua sofferenza, perché mio padre era il suo unico figlio e noi eravamo le sue uniche tre nipoti, per lei quella lontananza deve essere stata devastante. Credo che la memoria la si debba tenere sveglia, la si debba abitare, ridipingendo le scene che il tempo tende a sfocare. Io non volevo solo fare un racconto, volevo rielaborarlo: per me, in fondo, è stata una sorta di psicoanalisi. Guardando indietro capiamo chi siamo oggi».
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