La mammografia? Potrebbe anche individuare i problemi cardiaci
Postato da Redazione Radio WOW il 11 Settembre 2026
Dopo aver classificato le calcificazioni come gravi, moderate, lievi o assenti, il team guidato da Hari Trivedi ha confrontato questa categorizzazione con le informazioni relative allo sviluppo, da parte delle donne, di gravi malattie cardiovascolari, e ha scoperto che quelle con calcificazione lieve avevano circa il 30% di probabilità in più di soffrire di gravi malattie cardiovascolari rispetto a coloro senza calcificazione. Nelle donne con calcificazione moderata, il rischio era superiore di oltre il 70%, mentre in quelle con calcificazione grave il rischio era da due a tre volte superiore.
Le malattie cardiache ignorate nelle donne
I problemi al cuore sono la principale causa di morte al mondo per ambo i sessi (in Italia ogni anno si registrano oltre 220.000 decessi). Eppure la percezione comune è che di infarto o ipertensione soffrano solo o quasi gli uomini.
Un’idea completamente sbagliata visto che in Italia si stima che ogni cinque minuti una donna sia colpita da infarto o da un’altra patologia cardiovascolare. Inoltre, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Società Italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), le donne muoiono di più di infarto rispetto agli uomini (43% rispetto al 38%).
L’incidenza aumenta soprattutto dopo i 50 anni, quando a causa della menopausa la diminuzione degli estrogeni e la maggiore incidenza di alcuni fattori di rischio come aumento di peso e sedentarietà minano la salute del cuore.
Serve più medicina di genere
Nonostante ciò l’attenzione verso i problemi cardiaci delle donne è di molto inferiore rispetto a quelli che colpiscono gli uomini. Il motivo principale è che per secoli medicina e scienza (per tutte le malattie) sono avanzate studiando i corpi maschili, convinti che fossero il parametro universale e ignorando invece come il genere in medicina faccia spesso la differenza.
La sintomatologia dell’infarto, ad esempio, è diversa a seconda dei sessi e solo in una minima parte della donne comprende anche il classico dolore toracico, considerato il campanello d’allarme più evidente. Molto più comuni, invece, affanno improvviso, stanchezza, nausea, sudorazione fredda e dolori alla schiena, alla mandibola o al collo. Sintomi spesso confusi o derubricati a problemi psicologici.
Il risultato è che «le malattie cardiovascolari nelle donne sono costantemente sottodiagnosticate e sottotrattate», ha sottolineato dottoressa Viana Copeland dell’Università di Tel Aviv, nel corso della presentazione dello studio avvenuta a Monaco di Baviera in occasione del congresso annuale della Società Europea di Cardiologia.
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