Gaetano Zoccali: «Il giardinaggio non è solo bellezza, ma educa alla relazione con gli esseri viventi. Un gesto semplice che ci permette di esercitare la biofilia, l’amore per la vita»
Postato da Redazione Radio WOW il 11 Settembre 2026
Partiamo dall’inizio: che cos’è Horti Aperti e in cosa si distingue dalle tante manifestazioni dedicate al verde?«Horti Aperti nasce come festival del verde in città, a Pavia, cinque anni fa, con l’idea di distinguersi dalle tante mostre-mercato di verde di qualità già esistenti per il palinsesto culturale in programma nei giorni del festival. L’idea, dell’associazione culturale Ticinum Festival e di Carlo Gariboldi, era partire dalla cultura del verde, mettendo insieme sapere e saper fare: non solo vivaisti (tra i migliori d’Italia) e giardinaggio, ma anche incontri e approfondimenti. Quest’anno facciamo un passo ulteriore con una parte molto pratica, attraverso i workshop curati dagli esperti di Orto da Coltivare, un canale YouTube molto seguito».«Perché il giardinaggio lo è davvero: mette insieme creatività, cultura botanica, conoscenze degli orticoltori, biologia e competenze pratiche. Parliamo quindi di bellezza, ma anche di scienza. Il giardino oggi non è solo ornamentale: le piante non sono arredi, ma organismi con cui ci relazioniamo».«Antonio Ricci e sua moglie, la storica dell’arte Silvia Arnaud, hanno salvato dalla speculazione edilizia Villa della Pergola ad Alassio. Oggi è uno dei pochissimi giardini italiani partner della Royal Horticultural Society, con una collezione di oltre 500 varietà di agapanti e più di 40 di glicini. Ci racconteranno questa avventura».«È fondamentale, perché il nostro rapporto con il giardino è prima di tutto emotivo. Possiamo essere attratti da una pianta per un ricordo, un profumo, qualcosa che ci rimane nel cuore o per una sorta di istinto. È un rapporto che precede la razionalità. Il fatto che oggi siamo così disconnessi dalla natura e spesso non la rispettiamo dipende anche dall’aver perso quella sacralità della natura che un tempo faceva parte del nostro rapporto con il mondo».«Vorremmo riportare al centro la natura come relazione, non come semplice scenario o elemento decorativo. Avvicinare una persona a una pianta significa metterla in rapporto con un altro essere vivente, imparare a osservarne i tempi, le esigenze e le trasformazioni e a prendersene cura. E quando cambia il modo in cui guardiamo una pianta, cambia anche il modo in cui guardiamo ciò che ci circonda. In questo senso il giardinaggio diventa un’educazione alla relazione con gli esseri viventi, una pratica capace di riattivare quella biofilia, quell’istinto che ci porta verso la vita».
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