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All’indomani del funerale di re Harald di Norvegia, la Corte d’Appello accoglie il ricorso di Marius Borg Høiby. Ci sarà un nuovo processo

Postato da il 10 Settembre 2026

Sono passate solo 24 ore dall’imponente funerale di re Harald V di Norvegia a Oslo, quando è uscita una nuova notizia destinata a far discutere. Per Marius Borg Høiby, figlio di primo letto della regina consorte Mette-Marit, si apre un nuovo capitolo giudiziario. La Corte d’Appello di Borgarting ha deciso all’unanimità di accogliere integralmente il ricorso presentato da Marius contro la condanna a quattro anni di carcere ricevuta lo scorso giugno. Ci sarà quindi un nuovo processo per esaminare nuovamente le accuse e i fatti. Al momento però non è ancora stata fissata una data dell’udienza. «La Corte d’Appello inizierà immediatamente a preparare il caso», ha fatto sapere la stessa Corte in un comunicato diffuso il 10 settembre.

Marius Borg Høiby, 29 anni, era stato condannato il 15 giugno scorso a quattro anni di reclusione per una serie di reati, tra cui due episodi di stupro e di maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna Nora Haukland. Era stato invece assolto da altri due capi d’accusa per stupro contenuti nell’imputazione, quello avvenuto alle isole Lofoten e un altro in un hotel di Oslo. I fatti di stupro contestati erano in tutto quattro.

Per i due episodi per i quali è stato condannato, l’accusa ha sostenuto che Høiby avesse compiuto atti sessuali con donne che in quel momento dormivano e non erano quindi in grado di prestare il proprio consenso. Il primo episodio risale al 2018 e sarebbe avvenuto nel seminterrato della residenza reale di Skaugum durante una festa e l’altro è del 2024. In entrambi i casi le prove video hanno avuto un ruolo centrale: le immagini hanno permesso ai giudici di verificare che le vittime erano in una condizione di sonno e passività durante l’atto sessuale. Invece negli altri due casi per i quali Marius è stato assolto, i giudici hanno espresso ragionevoli dubbi sul fatto che le donne stessero dormendo. Nel caso dell’hotel di Oslo, nello specifico, i video mostravano la donna sveglia per gran parte del rapporto, anche se poteva essersi addormentata per brevi periodi. I giudici hanno quindi ritenuto che Høiby non fosse consapevole del fatto che stesse dormendo.

Lo stesso giorno, tramite i suoi avvocati, aveva presentato ricorso contro tre dei capi d’accusa per i quali era stato condannato. Il figlio della regina Mette-Marit ha infatti sempre respinto le accuse. «Ricorreremo in appello», avevano detto subito i legali.




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