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Grande caldo e ritorno a scuola: perché dovremmo parlare di edilizia scolastica e non di posticipare il rientro in classe

Postato da il 7 Settembre 2026

Le proteste e le proposte

La richiesta venuta da più parti è quella del posticipo dell’inizio dell’anno scolastico. Parla di una questione di salute per studenti, insegnanti e personale della scuola la Società italiana di medicina ambientale. I cambiamenti climatici registrati nel nostro Paese «impongono modifiche nel settore della scuola volte a tutelare la salute di studenti e personale scolastico. Ad oggi risulta che solo l’11% degli istituti sia dotato di sistemi di climatizzazione, riservati però agli uffici amministrativi, mentre le aule possono contare solo su ventilatori, del tutto inadatti a garantire una temperatura indoor adeguata». Le aule italiane sono «generalmente affollate, surriscaldate e scarsamente ventilate, con conseguenti possibili aumenti di anidride carbonica (CO2), causa di diversi problemi quando le sue concentrazioni superano il valore del valore di 1.500 parti per milione», spiega Alessandro Miani, presidente Sima. «Bisogna fare i conti con la realtà e ragionare sulla possibilità di lasciare chiuse le scuole al Sud-Italia fino all’equinozio di autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psico-fisico degli alunni, spostando l’attenzione sul benessere in aula e in particolare sul microclima e sulla qualità dell’aria indoor. Senza contare che differenziare l’avvio dell’anno scolastico consentirebbe di sostenere l’economia del turismo di fine stagione al Sud».

Una proposta del genere, accolta da alcuni sindaci, è soltanto una toppa, una soluzione temporanea per i sindacati. Il segretario della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile parla dello slittamento come di un rimedio temporaneo di fronte a un problema divenuto strutturale. Il punto chiave è l’arretratezza del patrimonio edilizio: sei edifici su dieci risalgono a prima del 1975. Si deve investire a tutto tondo, non solo climatizzazione, ma isolamento termico e schermature solari.

Spiega Antonello Giannelli, Presidente ANP, Associazione Nazionale Presidi: «L’edilizia scolastica è una questione molto seria e abbondantemente trascurata. Lo stanziamento di 20 milioni disposto dal MIM è una misura molto apprezzabile ma, trattandosi di materia che compete agli enti locali, è loro responsabilità gestire e mantenere gli edifici scolastici in condizioni idonee al loro utilizzo. A mio avviso è necessario che l’intera questione dell’edilizia scolastica sia affrontata mediante una apposita cabina di regia interistituzionale».

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ribadito lo stanziamento di 20 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di raffrescamento. In una nota del ministero si parla di una misura emergenziale in vista di ulteriori misure strutturali. Per un intervento reale servirebbero 2 miliardi.




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