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Al festival Frontiere di Gorizia, dove dialogano mondi e modelli opposti

Postato da il 7 Settembre 2026

Confini, passaggi, mondi che si incontrano e che si parlano. Sono le frontiere, luoghi in cui culture, lingue, storie di vita si mescolano e dialogano, creando nuovi mondi, nuove vite e nuove comunità. Più che linee tracciate su una carta, sono spazi di relazione, punti in cui qualcosa finisce e qualcos’altro comincia. E Gorizia, città di confine d’eccellenza per storia, geografia e identità, è senz’altro uno dei luoghi più rappresentativi di questo concetto – almeno per la nostra storia recente.

È qui che dal 2 al 4 ottobre debutta Frontiere – Dove i mondi si incontrano, il nuovo festival promosso dal Gruppo NEM e Laterza Editori insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e al Comune di Gorizia.

Per tre giorni il Teatro Comunale Giuseppe Verdi sarà il cuore della manifestazione, con otto appuntamenti tra lectio magistralis e conversazioni con studiosi, scrittori e divulgatori. Un programma multidisciplinare che attraversa storia e geopolitica, filosofia e scienza, linguaggio e società, mettendo ogni volta a confronto due mondi, due concetti, due modi «opposti» di guardare la realtà.

Si comincia venerdì 2 ottobre alle 17.30 con Giada Messetti, sinologa e saggista, che nel confronto tra Cina e Stati Uniti mette a fuoco due modelli di società e di Stato apparentemente lontani, ma in realtà profondamente intrecciati, destinati a ridefinire insieme gli equilibri del futuro. Alle 21 sarà invece Anna Foa, storica dell’ebraismo e autrice de Il suicidio di Israele, a confrontarsi con il binomio sionismo e diaspora, due diverse risposte alla questione dell’appartenenza e dell’identità ebraica.

Sabato 3 ottobre il programma guarda alle relazioni tra generazioni, alla scienza e al linguaggio. Alle 15.30 Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta dell’età evolutiva, parlerà della distanza tra giovani e adulti, tra adolescenti immersi nella tecnologia e genitori alle prese con un ruolo educativo sempre più difficile. Alle 17.30 sarà la volta del fisico e divulgatore Paolo Ferri, per un viaggio ai confini della cosmologia alla ricerca della risposta a una delle domande più grandi: universo finito o universo infinito? Chiuderà la giornata, alle 21, Vera Gheno, sociolinguista, traduttrice e saggista, con una riflessione su maschile e femminile e sul modo in cui la lingua costruisce identità, ruoli e rapporti di potere.




L’articolo originale Al festival Frontiere di Gorizia, dove dialogano mondi e modelli opposti lo potete trovare al seguente Link