«Papà, ti voglio bene»: Antonello Piroso e il dialogo impossibile con suo padre, ricominciato dopo la morte
Postato da Redazione Radio WOW il 7 Settembre 2026

Di tornare a parlare con suo padre sentiva – senza rendersene conto – un disperato bisogno. Ma forse non lo avrebbe mai fatto se, davanti a un editore ormai annoiato dalle sue proposte — un libro sulla politica, o sull’astensionismo, o sugli ipocriti — non avesse detto: «Poi, un giorno, mi piacerebbe scrivere un libro su mio padre«L’editore mi aveva dato cinque mesi di tempo, ma non riuscivo a scrivere. Cercavo di immaginare il libro e mi chiedevo come andare incontro al desiderio dell’editore, ma non succedeva nulla. Man mano che la scadenza si avvicinava, venivo preso dal panico della pagina bianca. Così ho chiesto una proroga. Era metà novembre e lui mi concesse altri due mesi. Ancora nulla. Poi, il giorno di Natale, sono partito per Ovindoli, in Abruzzo, dove i miei suoceri hanno una casetta. Ho scritto come un pazzo, dal 25 al 31 dicembre, per una settimana, dalle cinque del mattino fino a mezzanotte».«I miei genitori sono morti nel 2020 e il dialogo con loro, soprattutto con mio padre, è iniziato subito dopo la loro morte. Da cinque anni continuavo a parlargli e probabilmente avrei continuato a rimuginarci su, se non avessi scritto il libro».
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