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Chemioterapia uguale perdita dei capelli: è davvero sempre così?

Postato da il 11 Settembre 2026

Nell’immaginario collettivo il legame tra chemioterapia e perdita capelli è immediato e quasi brutale: diagnosi di tumore, inizio delle terapie, perdita totale della chioma. Una narrazione visiva potente che però non rispecchia la realtà della medicina moderna. Per molte donne, la paura di questo effetto collaterale è forte quanto quella della malattia stessa. Non è una questione di vanità: i capelli sono un pezzo fondamentale della propria identità e femminilità.

Eppure, la ricerca è andata avanti. E lo scenario è profondamente cambiato. I protocolli oncologici oggi non sono un blocco unico e universale, ma una galassia di trattamenti diversificati. È ora di sfatare il mito: no, non tutte le terapie fanno cadere i capelli. E, soprattutto, non sempre per sempre.

I farmaci oncologici e la caduta dei capelli: la mappa delle terapie

Per capire l’impatto dei trattamenti sulla capigliatura, è necessario guardare al microscopio. I chemioterapici tradizionali colpiscono le cellule che si moltiplicano molto velocemente. Tra queste ci sono le cellule tumorali, ma anche quelle dei nostri bulbi piliferi: è questo il motivo per cui alcune molecole provocano l’alopecia.

Tuttavia, esistono numerosi protocolli che non devono spaventare da questo punto di vista. «Molte terapie biologiche moderne, farmaci a bersaglio molecolare, alcune immunoterapie e persino specifici chemioterapici causano al massimo un lieve diradamento, o un’alterazione della consistenza del capello, senza mai portare alla calvizie», spiega Rosanna Catizzone, oncologa di origine, medico estetico e Segretario Generale della SIME (Società Italiana di Medicina Estetica).

«La chemioterapia non corrisponde sempre alla perdita dei capelli, ma dipende dal farmaco utilizzato in primis e anche da una serie di variabili soggettive. Ci può essere un semplice assottigliamento, oppure un diradamento, una alopecia parziale o totale. Insomma, le differenze possono essere tante. Dipende chiaramente dai percorsi che vengono studiati caso per caso, dai regimi oncologici che vengono applicati».

Chemioterapia e perdita capelli: cosa succede durante la cura

«Ci sono alcuni farmaci che comportano una perdita importante, legati soprattutto a due specifiche categorie: i taxani e le antracicline. In questo caso la caduta si manifesta in genere dopo due o tre settimane dal primo ciclo procurando un danno importante», spiega Rosanna Catizzone.




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