Charles Leclerc, tra gli scacchi, il pianoforte e il figlio in arrivo: «Adesso, quando suono, stacco dalla pressione dei GP e penso a ciò che mi aspetta. Non vedo l’ora»
Postato da Redazione Radio WOW il 5 Settembre 2026
Come ha iniziato?«Con mio nonno, è lui che me lo ha insegnato quando avevo 5 anni. Per un primo periodo ho giocato sempre e solo con lui: il mio livello non è così buono, perché sono stato tanto tempo senza praticarlo, ma è comunque un ricordo che mi riporta all’infanzia».«Si, arrivato verso i 9 anni. Ricordo ancora quella partita, la mia prima vittoria e la sua espressione quando ha perso. Non se lo aspettava. In un certo senso, grazie agli scacchi, ho abituato il cervello a pensare molti step avanti: oggi, nel mio lavoro, è fondamentale anticipare le mosse degli avversari. E a non mollare».«Certamente, è impossibile che vada sempre tutto liscio. Se penso alla fine del 2010, ad esempio, la mia carriera stava per chiudersi. Il motorsport ha costi elevatissimi, avevo alcuni sponsor ma rimaneva comunque un gap da coprire e i miei genitori non potevano più mettere quei soldi. Hanno fatto moltissimo per me, tanti sacrifici, ma quell’anno l’investimento era diventato davvero eccessivo».«Per alcuni eventi positivi che mi sono successi in pista, ho avuto la fortuna di essere preso da Nicolas Todt, che è diventato il mio manager e ha pagato tutto lui finché sono arrivato in Formula 1. Quello comunque è stato uno di quei momenti in cui ti chiedi se il sogno, per cui ha lavorato così tanto, si realizzerà o svanirà».«Per me il pianoforte è uno sfogo, riesco a disconnettermi da tutta la pressione che c’è durante i Gran Premi. Seppur non ne soffra particolarmente, c’è. E la musica è il mio modo di staccare tutto, ci siamo solo io e il pianoforte. Ovviamente, in un momento così speciale della mia vita, con ciò che succederà a fine anno, la musica mi porta a pensare a quello che mi aspetta fra qualche mese (sorride, ndr)».
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