Caitríona Lally: «Ho scritto il mio primo romanzo quando ero disoccupata. Ora per mantenermi faccio le pulizie e ne vado orgogliosa: a volte l’ispirazione mi viene mentre passo l’aspirapolvere»
Postato da Redazione Radio WOW il 5 Settembre 2026
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Tipo?«Non è che sto sprecando tutto il supporto che mi hanno dato i miei genitori? Voglio dire, mi hanno permesso di studiare. Se avessi scelto qualcosa di più remunerativo, come Medicina per esempio, ora potrei perfino essere io ad aiutare loro».«Sì, da piccola sognavo di diventare infermiera o dottoressa. Poi ho cambiato idea quando ho realizzato che non ero tagliata per prendere decisioni rapide che hanno a che fare con la vita e la morte delle persone. Non ho quella sicurezza».«Da un lato, diventare madre mi ha reso più sicura, più decisa: potrei gettarmi in un palazzo in fiamme per salvare i miei figli, niente mi spaventa. Dall’altro, però, con l’età sono aumentati i dubbi: a 20 anni è tutto o bianco o nero. A 47 vedi le sfumature».«Mi piacerebbe, ma la vedo dura. Magari ci riesce chi scrive romanzi un po’ più commerciali. O chi viene aiutato in segreto dai genitori».«Moltissimo. Sia a livello economico, perché Brian è un impiegato pubblico, quindi ha un salario stabile, sia a livello emotivo. A volte io mi sento sopraffatta e penso di mollare tutto, ma lui mi incoraggia: “Vai avanti, troveremo i soldi, troveremo il tempo, troveremo un modo”. Crede in me più di quanto non ci creda io».«Non dubito delle mie capacità di scrittura, ma non mi so vendere. Allo stesso tempo, però, il fare le pulizie mi ha insegnato una cosa importante».«Certi problemi, come “chissà se alla gente piacerà il mio libro” oppure “speriamo di riuscire a pubblicare il prossimo”, sono problemi da privilegiati».«Certo. Innanzitutto ho potuto scegliere un lavoro part-time anziché rinchiudermi dentro un ufficio tutto il giorno e vedere pochissimo i figli. Le mie colleghe sono diventate amiche. Sono riuscita a laurearmi. In famiglia non ci concediamo lussi, ma non ci manca niente. Sono felice, devo solo cercare di ricordarmelo più spesso».
Questo articolo su Caitríona Lally è pubblicato sul numero 37 di Vanity Fair in edicola fino al 9 settembre.
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