Venezia, la magia di «Behind the Screen»: dentro i camerini della storia del cinema
Postato da Redazione Radio WOW il 8 Settembre 2026

A Venezia, quello storico loggiato di Rialto affacciato su Canal Grande, dove di solito c’è il mercato del pesce, la sera di lunedì 7 settembre, sembrava la scena di un film. O, meglio, di tanti film.
C’era un angolo immerso nel bianco e nero di 8 ½ di Federico Fellini, accanto appariva un po’ di quella immaginaria Sicilia anni Quaranta uscita da Malèna con Monica Bellucci e, vicino, c’era pure Monica Vitti, con quel suo cappottino verde indossato ne Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni. Se si guardava oltre, si vedevano poi anche Roberto Benigni nel suo mirabolante Pinocchio, la torta di compleanno di Sophia Loren quando ha festeggiato i suoi 29 anni durante le riprese di Ieri, oggi, domani e, accanto, i colori de La grande bellezza con Jep Gambardella alias Toni Servillo. L’effetto d’insieme aveva qualcosa di onirico, reso ancora più vivo da un continuo intreccio di abbracci, di risate e chiacchierate: dal tramonto a notte calata, sono passati di lì i nostri ospiti, più di trecento, tra attrici, registi, imprenditori, cantanti, amici e amici degli amici.
Tutto è successo per la terza edizione di Behind the Screen, il progetto di Vanity Fair che celebra le maestranze del cinema e che quest’anno ha acceso i riflettori sul lavoro dei costumisti. Questa volta, in occasione dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, l’evento si è svolto alla Pescheria di Rialto, dove sono stati ricostruiti sei camerini ispirati ad altrettanti film e protagonisti che hanno segnato la storia del grande schermo. Un allestimento curato nei minimi dettagli tra ricerca filologica e gioco immaginifico: negli spazi che ricreavano i camerini si potevano trovare sia gli oggetti cari agli attori sia i riferimenti alle scene di culto. Ci si poteva sedere e si poteva frugare tra i tanti ammennicoli, tra le pagine di giornale e le fotografie, o ascoltare le storie della vita di quegli interpreti. Una messa in scena suggestiva in cui costumi, documenti, lettere d’amore e scatti d’epoca hanno convissuto senza delineare una linea netta tra persona e personaggio. Un’istantanea capace di fermare il tempo un attimo prima del ciak. Grandi protagonisti sono stati proprio gli abiti, frutto del minuzioso lavoro dei costumisti che, con un’analisi tanto psicologica quanto estetica, hanno dato corpo e anima a personaggi mitici.
L’evento Behind the Screen, curato dallo scenografo Francesco Mari, è stato realizzato grazie al supporto di Campari e alle iniziative speciali sviluppate in collaborazione con Cantine Maschio, Grisbì e Uber, che hanno reso possibile questa serata magica.
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