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Natalia Paragoni al Festival di Venezia riaccende l’attenzione sulle terapie oncologiche. Tre mesi fa l’annuncio sui social: «Ho un linfoma di Hodgkin». Come si cura oggi la malattia

Postato da il 6 Settembre 2026

Come si cura oggi il linfoma di Hodgkin

La malattia presenta generalmente una buona prognosi, soprattutto quando viene diagnosticato e trattato secondo le strategie terapeutiche oggi disponibili. «In generale il linfoma di Hodgkin ha un’elevata percentuale di remissioni cliniche e di sopravvivenza a lungo termine», sottolinea Freilone. «La prognosi e il trattamento dipendono però dalla distinzione tra malattia localizzata, cioè negli stadi I e II, e malattia avanzata, negli stadi III e IV, oltre che dalle caratteristiche specifiche della forma localizzata, che può essere più o meno favorevole». Il trattamento inoltre viene scelto in base alle caratteristiche del paziente e dalla risposta alla terapia. La chemioterapia continua ad avere un ruolo centrale, ma negli ultimi anni la strategia è diventata sempre più personalizzata, anche grazie alla PET, che permette di valutare precocemente la risposta e di modulare il trattamento. (Fonte: ISS, Linee guida SIE-AIOM). «La terapia oggi è ancora prevalentemente chemioterapica», chiarisce lo specialista. «Nelle forme localizzate, in Italia, lo schema più diffuso è l’ABVD, che comprende doxorubicina, bleomicina, vinblastina e dacarbazina. È uno schema storico, ideato da Gianni Bonadonna all’Istituto dei Tumori di Milano». Negli stadi localizzati la chemioterapia può essere associata alla radioterapia. «Negli stadi più favorevoli si possono utilizzare, in genere, due cicli di chemioterapia seguiti dalla radioterapia; nelle forme localizzate meno favorevoli il trattamento può prevedere quattro cicli associati alla radioterapia», prosegue lo specialista. Nelle forme più avanzate, invece, il trattamento può richiedere un numero maggiore di cicli e schemi terapeutici differenti, scelti in base alle caratteristiche della malattia e del paziente. «Negli stadi III e IV, oppure in alcuni stadi II con caratteristiche meno favorevoli, i cicli chemioterapici devono essere più protratti e possono essere utilizzati schemi differenti, come ABVD o il più intensivo BEACOPP». La radioterapia può essere utilizzata in situazioni selezionate. L’obiettivo delle strategie contemporanee non è soltanto eliminare la malattia, ma farlo, si precisa sul sito ISS, riducendo per quanto possibile la tossicità immediata e le conseguenze a lungo termine dei trattamenti.

Immunoterapia e farmaci mirati

Alle terapie tradizionali si sono affiancati farmaci mirati e immunoterapie, ampliando le possibilità di trattamento soprattutto nei pazienti con malattia refrattaria o recidivata. Tra questi rientrano gli inibitori dei checkpoint immunitari, farmaci che intervengono sui meccanismi attraverso i quali il tumore riesce a sfuggire alla risposta del sistema immunitario. Le linee guida ISS-SIE-AIOM prendono in considerazione anche i nuovi farmaci anti-CD30 e gli inibitori di PD-1 nell’ambito delle strategie terapeutiche disponibili. Un ruolo importante è quello del brentuximab vedotin, un anticorpo coniugato diretto contro l’antigene CD30 espresso dalle cellule del linfoma. «Più recentemente è stato introdotto il brentuximab vedotin, un anticorpo che può essere inserito all’interno dello schema chemioterapico», spiega Freilone. «Viene utilizzato soprattutto nelle forme più avanzate e ha consentito di migliorare ulteriormente la prognosi in specifiche categorie di pazienti». Il principio dell’immunoterapia – sottolineano su sito ISS le Linee guida SIE-AIOM, è diverso da quello della chemioterapia tradizionale: invece di agire direttamente sulle cellule che si moltiplicano rapidamente, alcuni di questi farmaci aiutano il sistema immunitario a riconoscere e contrastare meglio le cellule tumorali. La scelta del trattamento, anche in questo caso, dipende dal tipo di malattia, dalla risposta ottenuta e dalle condizioni del paziente. +




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Natalia Paragoni al Festival di Venezia riaccende l’attenzione sulle terapie oncologiche. Tre mesi fa l’annuncio sui social: «Ho un linfoma di Hodgkin». Come si cura oggi la malattia

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