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Lindsay Clancy, il processo finisce senza verdetto: chi può decidere dove finisce la volontà e comincia la psicosi? E cosa succede ora?

Postato da il 6 Settembre 2026

Ci sono vicende che spaccano in due un Paese, una giuria, una coscienza. È successo con il processo a Lindsay Clancy, la donna americana accusata di avere ucciso i suoi tre figli: Cora, cinque anni, Dawson, tre, e Callan, otto mesi.

In discussione non è l’accaduto: Lindsay Clancy non ha mai negato di avere strangolato i suoi bambini, il 24 gennaio 2023, nella casa di famiglia a Duxbury, in Massachusetts. La domanda era un’altra: se, a causa della sua malattia mentale, fosse in grado di comprendere pienamente che ciò che stava facendo e quindi quanto fosse penalmente responsabile di ciò che aveva fatto.

Clancy aaveva da mesi, dopo la nascita del terzo figlio, dei gravi problemi psichiatrici. Aveva cercato ripetutamente aiuto: si era rivolta più volte a strutture sanitarie, aveva seguito programmi di cura, si era fatta ricoverare volontariamente in una struttura psichiatrica, aveva chiamato una linea per la prevenzione del suicidio e si era rivolta più volte a medici e specialisti. Nel corso di quei mesi le erano stati prescritti tredici diversi farmaci, nel tentativo di trovare una terapia che funzionasse. Nel suo diario aveva scritto: «Sto annegando». E ancora: «Voglio aiuto. Voglio stare bene». Dopo avere ucciso i figli ha tentato di togliersi la vita, gettandosi da una finestra del secondo piano. È sopravvissuta, ma è rimasta paralizzata.

La difesa ha sostenuto che quella sera Lindsay Clancy fosse in preda a una psicosi postpartum e quindi non avesse la capacità di comprendere pienamente ciò che stava facendo. L’accusa ha sostenuto l’opposto: era certamente una donna malata, ma sapeva ciò che faceva, aveva organizzato il tempo necessario per rimanere sola con i bambini e aveva compiuto una scelta.

Ma chi può stabilire con certezza dove finisce la volontà e comincia la psicosi? Quanto deve essere compromessa una mente perché un atto smetta di essere interamente libero?

Dopo quasi sei settimane di processo, più di ottanta testimoni, oltre trecento prove e sette giorni di deliberazioni, i dodici giurati non sono riusciti a rispondere. Secondo la difesa, undici giurati sarebbero stati orientati verso l’assoluzione per infermità mentale e uno solo si sarebbe opposto; ma il contenuto delle deliberazioni è segreto e questa ricostruzione non è stata ufficialmente confermata. Il 4 settembre il giudice William Sullivan ha dichiarato il mistrial: il processo si è chiuso senza un verdetto.




L’articolo originale Lindsay Clancy, il processo finisce senza verdetto: chi può decidere dove finisce la volontà e comincia la psicosi? E cosa succede ora? lo potete trovare al seguente Link