Radio WOW

Siete pronti a fare #WOW

Current track

Title

Artist

Background

11 settembre 2001, a che punto siamo 25 anni dopo: le vittime non ancora identificate, i morti per l’inquinamento dell’aria, i processi

Postato da il 11 Settembre 2026

World Trade Center Terrorist AttackNew York Daily News Archive/Getty Images

I nomi di queste persone sono nel memoriale. C’è la certezza che sono morte quel giorno a New York, ma i loro resti non sono stati individuati fra quelli recuperati durante le ricerche e le operazioni di recupero fatte a Ground Zero. Sono in laboratori dove vengono utilizzate tecniche e tecnologie che di man mano sono state studiate e messe a punto.

L’ultimo riconoscimento è avvenuto grazie alla Figg, Investigative Forensic Genetic Genealogy, genealogia genetica investigativa, che unisce analisi del Dna a ricerche classiche di genealogia forense. Ground Zero ha restituito frammenti di corpi, piccoli reperti biologici spesso degradati dal fuoco. Nuove tecniche hanno permesso di analizzare campioni che non erano utilizzabili nel 2001.

Le morti dopo l’11 settembre

Se a distanza di 25 anni proseguono le analisi per identificare centinaia di vittime. A queste se ne aggiungono di nuove. I primi a essere arrivati a Ground Zero, tra vigili del fuoco e agenti di polizia, hanno il 44% di probabilità in più di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto a quanti sono arrivati dopo. Lo dicono, da anni, le ricerche. Quelle dell’Albert Einstein College of Medicine presso la Yeshiva University lo riportano dopo analisi su campioni di sangue di centinaia di membri delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.

Adesso lo dicono documenti ufficiali. Ancora più forti sono ora la rabbia e la frustrazione dei pompieri di New York alla luce dei documenti diffusi dal sindaco Zohran Mamdani che certificano che l’aria a Ground Zero era tossica dopo gli attacchi e che le autorità sapevano, ma hanno lungamente taciuto. Queste le dichiarazioni del sindacato del Fire Department di New York riportate: «Siamo increduli. E’ sconcertante che ci abbiano fatto questo. Hanno sacrificato i cittadini e i soccorritori. Noi morivamo a ogni respiro e lo sapevano». Dalle oltre 170.000 pagine pubblicate da Mamdani, rapporti e corrispondenza tra funzionari municipali conservati per oltre vent’anni in 68 scatole, è emerso che nell’aria c’era amianto e per mesi è rimasto. Dieci mesi dopo, le autorità sanitarie continuavano a trovare tracce di amianto fino a 800 metri di distanza secondi i registri visionati dal New York Times.




L’articolo originale

11 settembre 2001, a che punto siamo 25 anni dopo: le vittime non ancora identificate, i morti per l’inquinamento dell’aria, i processi

lo potete trovare al seguente Link