Table, uno dei ristoranti più famosi del mondo, chiude improvvisamente: «Non voglio più cucinare per pochi»
Postato da Redazione Radio WOW il 8 Settembre 2026

Table di Bruno Verjus è uno dei ristoranti più famosi del mondo. E i ristoranti più famosi del mondo sono quelli da cui ci si aspetterebbe una difesa del fine dining. L’alta ristorazione, la «cucina stellata», come la chiamano alcuni, estendendo l’utilizzo dell’aggettivo Michelin a un intero mondo, fatto di ingredienti pregiati, tecniche precise e servizio attento ed elegante. Ecco cos’è il fine dining. Quello di cui tutti parlano, dicendo che è morto. Ma improvvisamente a dirlo non è una persona qualunque: è proprio Bruno Verjus, uno degli chef più rinomati e apprezzati del mondo occidentale, che annuncia improvvisamente la chiusura del suo ristorante parigino: «il fine dining è morto», dice, «e io non voglio più cucinare soltanto per pochi».
Table di Bruno Verjus
Come spesso accade quando un ristorante, un cuoco e una filosofia di cucina segnano la storia della gastronomia, Table di Bruno Verjus non era «soltanto» un ristorante. Era un fenomeno internazionale. Siamo a Parigi, anno 2013. Un ex critico gastronomico, ex imprenditore, ex intellettuale, decide di cambiare strada e di intraprenderne una totalmente nuova, quella della cucina, vista dall’altra parte della barricata: non più seduto a un tavolo a dare giudizi sui piatti che arrivano, ma di là in cucina a crearli, pensarli, prepararli. Quell’uomo, neanche più giovanissimo (a 53 anni, e si definisce con più di un pizzico di ironia «il più vecchio dei giovani chef») è Bruno Verjus.
Nonostante la mancanza di una formazione sul campo, il suo Table diventerà una meta assoluta dell’alta gastronomia internazionale. Merito di una cucina fatta d’istinto prima ancora che di tecnica, e di materie prime quotidiane: il menu di Table – venduto alla ragguardevole cifra di 480 euro a persona, bevande escluse – cambiava ogni giorno, in base alla disponibilità del mercato, e veniva scoperto solo nel momento in cui ci si sedeva a tavola, e i piatti iniziavano a sfilare uno dopo l’altro, mandati dalla cucina a vista proprio lì davanti.
Alcuni di questi piatti – non sempre semplici, quasi mai scontati – sono diventati realmente un’icona, tanto che oggi li trovi replicati qua e là nei ristoranti eleganti, magari senza sapere che in origine sono stati immaginati da Bruno Verjus.
Su tutti, un dolce sorprendente, la crostata al cioccolato fondente guarnita con caviale.
L’addio di Bruno Verjus al fine dining
Eppure, dopo tutto questo, dopo due stelle Michelin, un terzo posto nella The World’s 50 Best 2025, dopo aver creato dei piatti finiti nella storia della gastronomia contemporanea, Bruno Verjus in tutto questo baraccone dell’alta cucina non ci crede più. «Il fine dining è morto», annuncia pubblicamente e improvvisamente, avvisando il mondo della chiusura del suo Table. Ultimo servizio il 22 dicembre, poi basta. Basta con la crostata cioccolato e caviale. Basta con la danza dei piatti che sfilano attraverso un servizio impeccabile, basta con i menu da quasi 500 euro a testa, basta con le materie prime di pregio. Basta con il fine dining.
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