La storia di Antonia Yasmina Filali, che, per i migranti, costruisce ponti tra la Puglia e il Marocco
Postato da Redazione Radio WOW il 6 Settembre 2026

Lei e suo fratello Fouad Giacomo Filali avete voluto dedicare a sua nonna, una donna molto speciale, un museo a Lecce. Perché?«Il Fiermonte Museum è innanzitutto un atto d’amore e di memoria. Mio fratello Fouad Giacomo e io abbiamo voluto riportare nostra nonna nella sua terra, a Lecce, e restituirle il posto che merita nella storia culturale e artistica del Novecento. Il museo racconta una vicenda umana straordinaria, ambientata negli anni della Seconda guerra mondiale: una storia di amore, di amicizia e di arte, in cui due uomini, legati da un profondo rapporto umano, condividono la stessa musa e fonte di ispirazione. Antonia Fiermonte, che con la sua personalità libera e il suo straordinario carisma, ha ispirato opere, passioni e percorsi creativi, diventando il punto d’incontro di destini diversi. La scultura, in particolare, è stata uno dei linguaggi attraverso cui questa storia si è espressa. Per noi, però, il museo ha anche un significato molto personale. È il modo che abbiamo trovato per colmare un’assenza. Non abbiamo mai conosciuto nostra nonna: è scomparsa prematuramente, a soli quarantadue anni. Attraverso il museo abbiamo cercato di ricostruire la sua voce, la sua presenza e la sua eredità, trasformando un vuoto familiare in un luogo di memoria condivisa».
Parallelamente all’impegno nel sociale, Antonia Yasmina ha fondato insieme al fratello, Fouad Giacomo Filali, La Fiermontina Family Collection, un progetto di dimore di lusso che lavora in partenariato con la Fondazione. Per i fratelli Filali l’ospitalità non è solo un progetto alberghiero, ma uno strumento per valorizzare il territorio e creare un impatto positivo sulle comunità locali secondo un modello che definiscono di circular hospitality, un turismo capace di restituire al territorio più di quanto riceve. La Fiermontina Family Collection riunisce i boutique hotel che si trovano a Lecce, La Fiermontina Luxury Home, La Fiermontina Palazzo Bozzi Corsi e il Fiermonte Museum (anche hotel), a Parigi La Fiermontina Vendôme in place Vendôme e in Marocco La Fiermontina Ocean, curatissimi e ricchi di opere d’arte.
Spettacolare sulla costa di Larache, nel nord-ovest del Marocco, l’eco-retreat diffuso La Fiermontina Ocean immerso nel Parco Naturale Regionale Dune di Khmiss Sahel offre al viaggiatore una full immersion nel villaggio tradizionale di Dchier con esperienze di condivisione nelle case degli abitanti. I villaggi rurali del primo entroterra rientrano in un progetto di sviluppo comunitario e sostenibile che punta a valorizzare la cultura locale e rendere le comunità protagoniste attive del loro sviluppo. Per farlo viene adottato il Poverty Spotlight, metodologia sviluppata dalla Fundaciòn Paraguaya che coinvolge direttamente le famiglie nell’individuare i propri bisogni, le priorità e gli obiettivi di crescita, trasformandole da beneficiarie degli interventi a protagoniste del cambiamento. L’hotel diventa così il motore di un ecosistema che sostiene le filiere locali, i produttori e gli artigiani e genera un turismo responsabile i cui benefici rimangono sul territorio. Il progetto sta salvando questi luoghi e aiutando gli abitanti di villaggi isolati e dimenticati a uscire dalla povertà formandoli ai mestieri dell’ospitalità e del turismo. In particolare i giovani, che trovano opportunità per costruire il proprio futuro senza essere costretti a emigrare, e le donne che vengono sostenute attraverso un progetto di imprenditoria sociale femminile nel processo di alfabetizzazione e nel raggiungimento dell’autonomia economica. Visitatori e turisti vengono accolti in un ambiente autentico e familiare dove colazioni e pranzi sono preparati nelle case in pietra del villaggio con prodotti del territorio, si sperimentano laboratori di pane tradizionale khobz, rituali legati alla produzione dell’olio d’oliva e di benessere, esperienze immersive di trekking guidati tra paesaggi incontaminati. Condividere competenze, prendersi cura delle risorse naturali, preservare il patrimonio culturale e costruire indipendenza economica senza perdere il legame con la propria identità rafforza l’autonomia economica e sociale delle donne e migliora la qualità della vita delle loro famiglie e della comunità.
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