Domenico Caliendo, la superperizia: con il cuore artificiale il piccolo avrebbe potuto essere ritrapiantato e salvarsi
Postato da Redazione Radio WOW il 12 Settembre 2026

Un altro cuore era disponibile il 17 febbraio, ma a quel punto Domenico non era più considerato candidabile a un nuovo trapianto. La relazione dei periti collega il progressivo deterioramento delle condizioni del bambino anche alla lunga permanenza in ECMO, che si è protratta per circa 60 giorni: il peggioramento della funzionalità degli organi aveva ormai compromesso la possibilità di procedere a un ritrapianto. «I periti del giudice dicono che col Berlin Heart Domenico si poteva salvare», ha dichiarato Petruzzi, definendo quella conclusione «una verità granitica che viene cristallizzata da una super perizia».
Dall’altra parte c’è la difesa di Guido Oppido, il cardiochirurgo che aveva eseguito l’intervento. I suoi avvocati, Vittorio Manes e Alfredo Sorge, sottolineano che, a loro giudizio, la conclusione dei periti «di fatto smentisce e riconosce l’assenza di ogni profilo di censure» rispetto all’operazione del 23 dicembre.
Nella relazione viene affrontato anche il tema della cardiectomia, cioè la rimozione del cuore. Secondo i periti, Oppido avrebbe potuto anticiparla per ragioni tecniche legate al tempo di ischemia. La questione si intreccia con la ricostruzione dei tempi riportata nella cartella clinica: un punto particolarmente delicato nell’inchiesta, dal momento che Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni sono accusati anche di falso nella cartella clinica, oltre che di omicidio colposo.
Per quanto riguarda la fase ancora precedente, quella della conservazione e del trasporto dell’organo, Gabriella Farina aveva guidato l’équipe impegnata nell’espianto del cuore del donatore. Secondo quanto emerge dalla perizia, avrebbe dovuto verificare l’errore relativo alla fornitura del ghiaccio secco da parte dei sanitari di Bolzano e le modalità di conservazione dell’organo. Secondo i periti, quell’errore avrebbe avuto conseguenze causali sul successivo percorso diagnostico e terapeutico di Domenico.
Sono sette, complessivamente, i medici indagati nell’inchiesta sulla morte del bambino. I legali di Oppido e Bergonzoni hanno chiesto la revoca della sospensione temporanea dall’esercizio della professione medica. Per Bergonzoni la decisione è attesa nelle prossime ore, mentre per Oppido l’udienza è stata rinviata al 21 settembre, dopo l’acquisizione della nuova relazione.
L’incidente probatorio, inizialmente previsto per queste ore, è stato rinviato al 12 e 13 novembre, quando i tre periti nominati dal gip saranno chiamati a discutere le conclusioni della loro relazione e a rispondere alle domande delle parti.
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