Angelina, dal binge eating all’aiutare chi, come lei, vede nel cibo una valvola di sfogo: «La svolta quando, per la prima volta, mi chiesero: “Come ti senti, che cosa succede dentro di te nei dieci minuti prima dell’abbuffata?”»
Postato da Redazione Radio WOW il 5 Settembre 2026
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Matteo, lei ha conosciuto Angelina proprio in quegli anni. Che cosa ha visto in lei?«Io mi ero innamorato di lei e quindi ero molto attento a quello che stava vivendo. Quello che mi aveva colpito era la sua determinazione. A 16 anni era andata via di casa, si era indebitata per pagarsi gli studi, lavorava dieci ore al giorno e contemporaneamente manteneva sua madre. Eppure quella stessa persona era convinta di non avere abbastanza forza di volontà per stare a dieta. Per me quella contraddizione è stata un segnale enorme.«Ero a Mosca», racconta Matteo. «Stavo registrando un video per YouTube e, alla fine di una scala mobile, ho visto Angelina con un’amica. L’ho fermata e le ho chiesto il numero, così su due piedi».«Quando abbiamo provato a risolverlo. Angelina aveva già incontrato nutrizionisti, personal trainer, programmi diversi. Ogni volta si ripeteva lo stesso schema: otteneva un risultato, finiva il programma, tornava al punto di partenza e arrivavano senso di colpa e frustrazione. Da imprenditore ho pensato: se migliaia di persone falliscono nello stesso identico punto, forse non siamo di fronte a migliaia di persone incapaci. Forse è un mercato che viene servito male«Sì, ma non per il motivo che immaginavo. Non avevo paura del giudizio sul mio passato: avevo paura di perdere credibilità. Pensavo: chi si fiderà di me come professionista se racconto che anch’io mangiavo fino a stare male, che avevo problemi e insicurezze? È successo esattamente il contrario: ho capito che le persone non si fidano di chi non ha mai avuto un problema, ma di chi conosce la strada perché l’ha percorsa».
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