Quella tartelletta un po’ sbilenca che mi ha raccontato il senso della pasticceria in Italia
Postato da Redazione Radio WOW il 13 Settembre 2026

Croissant, cinnamon roll, tartellette, monoporzioni, torte contemporanee. Non importa che sia una locale storico, una bakery copia&incolla di una danese o l’autogrill, la pasticceria italiana è sempre più globalizzata. Anche se ci mettiamo il Pistacchio di Bronte sopra, guardando una vetrina è difficile trovarne un’identità.
Se la cucina italiana non ha avuto difficoltà ad essere iscritta nel patrimonio immateriale dell’umanità per la sua fama, la pasticceria non può dire lo stesso. Sul versante salato, l’anima della cucina italiana possiamo dire sia il soffritto così come per i francesi sono le salse, la presenza di primi piatti in un menù, un amore per il gusto amaro. Al di là delle ricette regionali, nazionali o di specifici ingredienti oramai comuni come pasta, olio, pomodoro, amiamo i carboidrati, le cose croccanti e le verdure, tutte cose che ci contraddistinguono da altri Paesi. Se proviamo a definire la pasticceria italiana quello che ci viene in mente invece è un elenco di ricette e di prodotti: tiramisù, babà, Nutella, cannoli, maritozzi, limoni, panettone... invitante, ma poco organico.
Una nazione di fornai
Negli anni la domanda l’ho fatta più e più volte, ricevendo le più innumerevoli risposte. L’alcool, mi aveva detto Paolo Sacchetti della pasticceria Nuovo Mondo, artefice di Pesche di Prato leggendarie dal colore rosa fiammante, soffici e imbevute nell’alchermes. La frutta, mi aveva risposto Corrado Assenza, che è sempre stata disponibile sulle tavole anche più popolari, e che al Caffè Sicilia di Noto lui lavora per restituirne la dolcezza naturale. Lo zucchero un tempo era merce rara, rarissima. Altro che cioccolato, onnipresente oggi, quando in realtà, mi spiega il gelatiere Paolo Brunelli di Senigallia, è il cacao il nostro gusto della memoria in fatto di gelato al cioccolato e di biscotti. Prima di cioccolatini e praline effettivamente nelle pasticcerie andavano forte gelatine, confetti e canditi mentre la pasticceria come la intendiamo oggi è qualcosa di importato.
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