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Pino Corrias: «Il fine vita non è né di destra né di sinistra. Perché la nostra esistenza ci appartiene per intero, compreso il diritto di interromperla. Il Veneto ha fatto una rivoluzione, ora serve una legge nazionale»

Postato da il 8 Settembre 2026

Sul diritto a un fine vita dignitoso ci abbiamo investito migliaia di parole, decine di ricorsi in tribunali, sentenze, appelli per la dignità di famiglie disperate, e malati in attesa di una risposta. Un passo alla volta ci stiamo arrivando.

Il Veneto di Luca Zaia e Alberto Stefani, terra cattolica, governata dal centrodestra, si è fatto avanti con la sua piccola, grande, rivoluzione geografica e politica, approvando una legge regionale che consente il suicidio assistito per i malati terminali. Anche il Veneto prima del Parlamento nazionale. Anche loro (finalmente) persuasi che la sofferenza non è di destra. Non è di sinistra. Non è cattolica né atea. Fa male. E pretende la libertà di esercitare un rimedio.

Hanno votato e deciso: 32 sì, 14 no, la Lega in larga parte favorevole, Fratelli d’Italia contraria, Forza Italia lasciata alla libertà di coscienza, il centrosinistra compatto per il sì. Fino a ieri la battaglia si era incastrata dentro la solita cartina ideologica dei laici contro i cattolici. Dei progressisti contro i conservatori. Adesso la cartina si è strappata. Zaia ha detto la cosa più semplice: «Lo Stato deve essere laico», la Chiesa si occupi delle anime, le istituzioni dei corpi.

Lo scrivevamo qui più di un anno fa raccontando l’odissea di Serena, 50 anni, 30 trascorsi dentro il filo spinato della sclerosi multipla. 30 anni. Serena voleva liberarsene. Lo volevano i suoi famigliari. Lo consentivano finalmente le regole. E la sua libertà consisteva nell’ottenere non la morte, che comunque sarebbe arrivata, ma la possibilità di scegliere come attraversarne la porta.

Prima di lei erano passati nelle nostre cronache Eluana Englaro, Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, dj Fabo. E dopo di loro altri nomi, altre famiglie, altri letti meccanizzati, altre vite sospese tra una medicina così potente da impedire al corpo di morire e una legge troppo debole per consentire alla persona di decidere. Perché la nostra vita vera, dotata di significato, scopo e persino stile, ci appartiene per intero. Compreso il diritto finale di interromperla.




L’articolo originale Pino Corrias: «Il fine vita non è né di destra né di sinistra. Perché la nostra esistenza ci appartiene per intero, compreso il diritto di interromperla. Il Veneto ha fatto una rivoluzione, ora serve una legge nazionale» lo potete trovare al seguente Link