Demenza, quei 5 piccoli cambiamenti nell’alimentazione che possono rappresentare un segnale iniziale
Postato da Redazione Radio WOW il 7 Settembre 2026
3. Ci si dimentica di mangiareSalinas spiega inoltre che gli alimenti familiari possono risultare rassicuranti e prevedibili. Una rigidità analoga, sottolineano gli esperti, può manifestarsi anche fuori dalla cucina, per esempio insistendo sugli stessi vestiti o su una routine quotidiana sempre identica.
5. Aumenta improvvisamente la voglia di dolci
È forse il cambiamento più curioso. Secondo il neurologo Adam Mednick, una maggiore predilezione per gli alimenti dolci è fra le modificazioni alimentari riportate con maggiore regolarità. Una possibile spiegazione riguarda le alterazioni dei circuiti cerebrali coinvolti nella ricompensa e nel controllo degli impulsi. Anche in questo caso, però, una nuova passione per biscotti e cioccolato non deve trasformarsi in un’autodiagnosi. Il significato dipende dal contesto e dall’eventuale presenza di altri cambiamenti cognitivi e comportamentali.
Quando vale la pena parlarne con il medico
È proprio questo l’aspetto sul quale gli specialisti invitano a insistere. Majid Fotuhi, neurologo e docente presso il Mind/Brain Institute della Johns Hopkins University, ha spiegato proprio a HuffPost che un comportamento alimentare insolito, in presenza di memoria, capacità di giudizio e autonomia quotidiana intatte, non è chiaramente di per sé motivo per pensare all’Alzheimer. Dietro possono esserci depressione o ansia, effetti collaterali di medicinali, problemi ai denti e numerose altre condizioni difficili da elencare per intero.
Diverso è il caso di una trasformazione netta e duratura delle abitudini, soprattutto quando compare insieme ad altri cambiamenti. In quella situazione è opportuno parlarne con il medico, senza tentare di interpretare autonomamente il singolo comportamento. Più che ciò che una persona mette nel piatto, insomma, può essere importante accorgersi che il suo rapporto con il cibo non è più quello di prima.
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