Michèle Lavagna: «Ecco come come sarà fermarsi sulla Luna, a partire dalla sabbia che verrà trasformata in acqua»
Postato da Redazione Radio WOW il 7 Settembre 2026

In futuro si potrà assistere a una trasformazione che sembra uscita da un misterioso tomo di alchimia e che invece è chimica applicata allo spazio più povero che esista: la regolite, la polvere che ricopre l’intera superficie della Luna, scaldata e trattata con una miscela di metano e idrogeno che restituisce ossigeno. E quell’ossigeno, ricombinato, diventa acqua.
È il cuore di Oracle – Oxygen Retrieval Asset by Carbothermal-reduction in Lunar Environment, il progetto finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana che Michèle Lavagna porta avanti nei laboratori del Politecnico di Milano e che, prima della fine del decennio, dovrebbe arrivare davvero sulla Luna, dentro un impianto dimostrativo grande quanto una scatola da scarponi. Dietro c’è una considerazione molto pratica: se l’uomo vuole restare lassù, non può portarsi tutto da casa.
Docente di Meccanica del volo al Politecnico di Milano, Michèle Lavagna è stata allieva di Amalia Ercoli Finzi, la pioniera dell’ingegneria aerospaziale italiana, «una seconda madre», ed è oggi consulente dell’Agenzia Spaziale Europea e figura di riferimento a livello internazionale. Il suo lavoro si muove su diversi fronti: dalla rimozione dei detriti spaziali, catturati con reti che li trascinano verso l’atmosfera perché vi si disintegrino, fino al laboratorio con bracci robotici che ha costruito al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico, dove i satelliti imparano a riconoscere da soli gli oggetti che li circondano nello spazio profondo, campo che gli addetti ai lavori chiamano in-orbit servicing.
Di questi orizzonti, scientifici e insieme industriali, si parlerà anche a BEX – Beyond Exploration Expo, la fiera che debutta dal 23 al 25 settembre 2026 al Rimini Expo Centre, la prima edizione di un appuntamento internazionale interamente dedicato alla Space economy, al Commercial space flight e all’incontro fra tecnologia spaziale e industria terrestre.
Lavagna è tra i relatori, ma prima di salire su quel palco, ci ha raccontato da dove nasce la sua passione per lo spazio, e fin dove pensa che ci porterà. Perché, in fondo, parlare di Luna significa parlare anche di Terra. Di risorse, sostenibilità, clima, medicina, comunicazione. E di una domanda che riguarda tutti: quanto lontano siamo disposti a guardare?
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