Nanni Moretti a Venezia: «Non vado incontro ai gusti del pubblico, non voglio fare sempre lo stesso film». E con Succederà questa notte sceglie l’amore
Postato da Redazione Radio WOW il 5 Settembre 2026

Il ritorno sul set, però, le ha ricordato immediatamente che Moretti resta Moretti: «Nanni è sempre molto presente nella recitazione. Non è un regista che lascia correre e basta e osserva i suoi attori. È un regista che interviene continuamente sui suoi attori e sui suoi oggetti: direi attori e oggetti quasi alla pari». Si ride.
Poi ha visto il risultato: «Ho visto qualcosa di magico e vitale che non aveva niente di performativo, ma accadeva attraverso uno strano linguaggio da filastrocca. È così che questi due personaggi si parlano: inscenano l’amore con un linguaggio da bambini che sono confusi, che sono sorpresi, ma che fanno quel gioco insieme. Questo mi ha molto commossa».
Moretti parla anche di Louis Garrel, l’altro grande protagonista del suo film, e inizia da una battuta: «Dopo tutti i mesi nei quali abbiamo lavorato insieme e poi, dopo il montaggio, quando ho visto per la prima volta il film, non mi aspettavo in qualche modo di rivedere dei pezzi di me dentro Matteo». Garrel, invece, restituisce il Moretti-regista attraverso due piccoli episodi. Il primo riguarda una scena di basket, preparata direttamente da lui sul set, con tanto di dimostrazione. Il secondo è ancora più morettiano: «C’è una scena con uno scooter, un motorino. Ovviamente io mi aspettavo una Vespa. Arrivo e vedo questo motorino giapponese. Gli ho detto: “Nanni, perché non mi hai dato una Vespa? È un tuo film, almeno dammi il sogno di una Vespa”. Lui mi ha risposto: “Perché non amo le autocitazioni”». Conclude l’attore francese: «Essere diretti da Moretti? Sofferenza e gioia».
Poi ci sono i riferimenti alla musica, a Bruce Springsteen, ai Rolling Stones: «Di Bruce Springsteen», continua Moretti, «vidi un suo concerto nel 1988 allo stadio Flaminio di Roma e dopo quel concerto decisi di inserire una sua canzone in Palombella rossa. È la musica che la squadra nella quale gioco io, allenata da Silvio Orlando, ascolta per caricarsi. Come spesso in tutti questi anni mi è accaduto, ci sono delle canzoni che hanno un ruolo importante dentro il racconto». Girare durante un concerto di Springsteen, racconta il produttore Domenico Procacci, «è stato molto difficile, ha richiesto parecchio tempo ed è stato molto costoso». E proprio mentre la produzione cercava di ridurre il budget, Moretti gli scrisse che voleva anche un pezzo dei Rolling Stones. «Pensai sinceramente che fosse uno scherzo». Non lo era.
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