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Tito Boeri: «I giovani vengono penalizzati e avranno pensioni meno generose dei loro genitori. Le imprese dovrebbero fare a gara per attrarli e offrire condizioni di lavoro migliori»

Postato da il 3 Settembre 2026

Tito BoeriÈ proprio da questa domanda – come si salva lo Stato sociale?Con Boeri abbiamo parlato proprio di questo: di chi pagherà il conto del welfare di domani e di che cosa si può fare oggi per evitare che a farne le spese siano ancora una volta i più giovani. «Non possiamo stare fermi», dice, indicando alcune delle strade possibili: investire nelle nuove tecnologie, integrare meglio gli immigrati, ripensare il mercato del lavoro. Perché, aggiunge, «le imprese dovrebbero fare la gara per attrarli e offrire loro condizioni lavorative certamente migliori di quelle che vengono oggi proposte in Italia». E mentre il futuro del welfare si gioca anche sulla capacità del Paese di attrarre talenti e investimenti, Boeri guarda con particolare attenzione a Milano, che definisce «il motore dell’economia italiana». A una condizione, però: che quella ricchezza non resti concentrata e riesca davvero a «trasferire idee in tutto il Paese».«Lo dobbiamo salvare da una serie di insidie molto profonde cui è soggetto. La prima è quella demografica. Pensiamo all’Italia: è un Paese che ha già perso circa due milioni di persone dal picco e, secondo alcuni scenari, vedrà diminuire la propria forza lavoro, cioè coloro che generano reddito, del 30% nei prossimi 25 anni».«Questo fa sì che aumenti il numero delle persone che hanno bisogno di essere sostenute dallo Stato sociale e che ricevono trasferimenti, mentre diminuisce il numero di coloro che pagano e finanziano queste spese. Chiaramente è un problema molto serio per il sistema pensionistico, per la sanità e per tutta la gamma dei trasferimenti sociali a chi non lavora».«Una seconda insidia è quella legata alle tensioni geopolitiche, mai così forti alle porte dell’Europa, che spingono i governi a spendere di più per la difesa e anche le autorità sovranazionali europee a concedere maggiore flessibilità nei bilanci pubblici nella misura in cui spendiamo di più per gli armamenti. Questo rischia di andare a detrimento della spesa sociale».«Certo. Ci sono anche gli effetti dei cambiamenti climatici, che sono insidiosi per il sistema di protezione sociale. Ci sono tanti rischi nuovi, soprattutto per le famiglie a basso reddito, perché spesso sono proprio loro quelle maggiormente soggette a calamità naturali non potendosi spesso permettere soluzioni abitative più sicure».«Le spinte migratorie sono anche associate al fatto che ci sono popolazioni, soprattutto nell’Africa subsahariana, per le quali il cambiamento climatico sta rendendo le condizioni di vita al limite della sostenibilità».




L’articolo originale Tito Boeri: «I giovani vengono penalizzati e avranno pensioni meno generose dei loro genitori. Le imprese dovrebbero fare a gara per attrarli e offrire condizioni di lavoro migliori» lo potete trovare al seguente Link