Diciassette anni senza Mike Bongiorno. La moglie Daniela: «Corsi in camera e lo trovai senza vita. Dopo il furto della salma decidemmo di farlo cremare, così nessuno ce lo toccherà più»
Postato da Redazione Radio WOW il 8 Settembre 2026

Mentre lui faceva la sua televisione, lei si era costruita una carriera
Daniela Zuccoli non aveva ancora vent’anni quando incontrò Mike. Lui ne aveva molti di più. Lei era una «sessantottina», «e lui poteva sembrare antiquato. Ci siamo incontrati a Mare Moda Capri, mi aveva già vista in un ristorante a Milano, giovanissima a 19 anni. Lui era ancora giovane, aveva 46 anni: sportivo, bello e pieno di vita, interessi, più interessante lui di mille fidanzatini dell’epoca». E infatti «ci sposammo subito, nozze a Londra al municipio di Chelsea in King’s Road perché volevamo fare in fretta, Mike aveva appena avuto il divorzio io aspettavo già Michele». Sono rimasti sposati per quarant’anni, «con alti e bassi come tutti, ma sempre una famiglia unita: figlio unico di genitori separati cercava una vera famiglia».
Mentre lui faceva la sua televisione, lei aveva costruito una carriera propria, fondando la Bongiorno Production. «I nostri figli hanno cominciato con me, con i primi documentari e cortometraggi. Adesso ciascuno con una sua casa di produzione, Michele si occupa di arte, ha appena realizzato un documentario su Lucio Fontana, Nicolò di clima, temi etici. Leo lavora in finanza e ha un progetto per i giovani ai quali si rivolgono molte iniziative della Fondazione, nata nel 2010 con la volontà di trasformare in azione concreta l’eredità umana e professionale di Mike».
«Dopo i fatti di Capitol Hill, dell’America di oggi penserebbe il peggio»
Mike era nato a New York nel 1924 ed era stato il volto della Rai degli inizi: aveva condotto Lascia o raddoppia, Rischiatutto, Scommettiamo?, Telemike, La ruota della fortuna. «Ho trovato la mia America in Italia, mi diceva, ma lui per gli italiani era il futuro, l’America». Aveva attraversato la stagione della televisione generalista e poi quella della tv commerciale. Era poi passato da Rai a Fininvest, e con Silvio Berlusconi aveva costruito un rapporto che andava oltre il lavoro. «Mike aveva grandi valori e una grande onestà, credette in Silvio (Berlusconi) perché era suo amico e fino all’ultimo ha difeso, aiutato e sostenuto il suo amico Silvio, padrino di nostro figlio Leo. Poi ha votato Obama alle presidenziali Usa, aveva doppio passaporto. Ora dopo i fatti di Capitol Hill, dell’America di oggi penserebbe il peggio». Ma si tenne lontano dalla politica. «Era popolare ma era troppo per bene e quel che pensava diceva: non sarebbe mai stato un bravo politico ma l’avrebbero votato perché gli volevano bene. Era nel tinello di ogni casa».
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