Delitto di via Poma, non solo sangue: dalle nuove tracce biologiche la svolta nel caso di Simonetta Cesaroni
Postato da Redazione Radio WOW il 14 Settembre 2026

All’appello dei reperti presenti sulla scena del crimine la notte del ritrovamento del cadavere mancano, invece, le scarpe della ragazza e il telefono dell’ufficio«Purtroppo no. Basti pensare che non furono controllate tutte le persone che gravitavano intorno all’ufficio di via Poma. E a distanza di 36 anni è ormai impossibile verificare gli alibi di tutti. Dopo che il giudice per le indagini preliminari di Roma ha rigettato la richiesta della Procura di archiviare le indagini, disponendone di nuove, insieme alla sorella di Simonetta e all’avvocata Mondani abbiamo depositato un documento dove si indicano almeno 69 persone, la cui posizione non è mai stata approfondita prima. Su queste si stanno facendo gli accertamenti, ma non potendo verificarne gli alibi, il Dna sarà fondamentale. Se verrà individuato il soggetto a cui appartiene e si riuscirà a dimostrare che le sue tracce biologiche non avevano motivo di trovarsi in quei punti precisi del reggiseno e del corpetto, allora ci sarà davvero la svolta che tutti aspettiamo da tanto, troppo tempo».«Dipendenti degli Ostelli e i loro figli mai entrati nell’inchiesta, persone che vivevano nel condominio di via Poma, professionisti che vi lavoravano. Per esempio, nel caso di un avvocato, si è appurato che nel suo studio lavoravano almeno quattro persone, due donne e due uomini, che frequentavano tutti i giorni il palazzo, e probabilmente lo hanno frequentato anche il giorno del delitto. Ma nessuno li ha mai interrogati».«Da quel che ci risulta sì. Sono state trovate anche altre tracce genetiche, ma non sono complete. Questo invece sì, e non corrisponde a nessuno degli investigatori giunti sul posto. Si tratta di un profilo perfettamente confrontabile e ora la famiglia chiede che venga comparato davvero. Non con 16, 18 o 22 persone, ma con tutte».«È l’unico modo per arrivare, se non all’incriminazione dell’assassino, almeno a una verità storica. E c’è di più: oltre al Dna trovato oggi, gli investigatori sono in possesso delle perizie fatte all’epoca del delitto e negli anni successivi, dove erano state individuate altre tracce genetiche. Hanno quindi altri profili a disposizione sui quali hanno lavorato. Però, per ora, la scelta è stata quella di metterli da parte e di puntare su questo Dna, che non è sangue».
L’articolo originale Delitto di via Poma, non solo sangue: dalle nuove tracce biologiche la svolta nel caso di Simonetta Cesaroni lo potete trovare al seguente Link