Addio a Gloria Steinem, icona del femminismo: «È raro che uno di noi riesca a risolvere un grande problema da solo, ma collettivamente possiamo fare qualsiasi cosa»
Postato da Redazione Radio WOW il 3 Settembre 2026
La morte di Steinem è stata annunciata giovedì con un post sui social media. «Ieri, Gloria Steinem si è spenta serenamente nella sua casa di New York City, circondata da alcune delle tante persone che le volevano bene. Il quasi secolo trascorso da Gloria sulla Terra è stato un periodo ben vissuto, e lei ha continuato a lavorare per l’uguaglianza fino all’ultimo», recita il post. «Il dono più grande di Gloria era la sua capacità di ascoltare gli altri, di farli sentire visti e ascoltati. Le sue parole, le sue azioni e il suo esempio hanno dato alle persone il permesso di essere se stesse nella loro essenza più autentica. Gloria ha vissuto fedele al suo spirito indipendente, sempre accompagnata dalla curiosità e da un grande senso dell’umorismo».
«Ha trascorso i suoi ultimi anni dedicandosi alle due cose che amava di più: stare in compagnia degli altri e scrivere. Ha accolto centinaia di ospiti nel suo salotto per i Talking Circles, una tradizione che, come lei stessa ha sottolineato, continuerà a lungo anche dopo che lei non sarà più tra noi. Come ha scritto Gloria nel suo libro di prossima pubblicazione, An Unexpected Life: “Ho vissuto ormai per più di cinquant’anni in questa brownstone, in stanze che hanno visto vite prima della mia e ne vedranno altre dopo che me ne sarò andata”. Questo libro, insieme al suo impegno per trasformare la propria casa in un centro per i movimenti di giustizia sociale, è tra i tanti doni che Gloria ha fatto al mondo, con la speranza che abbiano un effetto a catena sulle generazioni future. Gloria citava spesso il detto: “Il battito d’ali di una farfalla può cambiare il tempo a centinaia di miglia di distanza”», prosegue la dichiarazione. «Gloria amava la tradizione di accendere segnali di fuoco sulle colline per illuminare la via verso l’altro versante della montagna. Accendere una candela in memoria di Gloria vi renderà parte di questo cerchio comunitario globale e celeste».
Steinem è nata a Toledo, in Ohio, il 25 marzo 1934, imponendosi come giornalista negli Stati Uniti, nel 1963, grazie a un reportage sotto copertura, dal titolo I Was a Playboy Bunny («Sono stata una coniglietta di Playboy»). L’articolo, pubblicato sulla rivista Show, faceva luce sulle condizioni di lavoro sessiste a cui erano sottoposte le cameriere del Playboy Club di New York City.
Steinem ha sfruttato la sua nuova notorietà per difendere l’uguaglianza delle donne, diventando un volto di spicco del movimento femminista per oltre mezzo secolo. In quel periodo, ha contribuito al lancio della rivista Ms. e ha fatto parte di diverse organizzazioni che difendevano le donne, tra cui il National Women’s Political Caucus, Voters for Choice e il Women’s Media Center. «Non sono sicura di aver previsto nulla di tutto ciò», aveva spiegato a Vanity Fair. «Sono cresciuta negli anni Cinquanta, nel clima di conservatorismo del dopoguerra. Si pensava che le donne dovessero sposarsi e avere più figli per rimpolpare la popolazione, e che probabilmente avremmo vissuto nello stesso posto in cui eravamo nate. Nessuna di queste cose si è rivelata vera nella mia vita».
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