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Carla Taibi, assistente storica di Emma Bonino: «Stare al suo fianco per me era come salire ogni giorno sulle montagne russe. Il viaggio più bello mai fatto»

Postato da il 11 Settembre 2026

Ci sono sedici anni dentro il «non c’è più» che Carla Taibi pronuncia raccontando la sua vita al fianco di Emma Bonino. Per sedici anni, è stata infatti la sua assistente personale e portavoce, anche quando è diventata Tesoriera di +Europa e Bonino temeva che il tempo per starle accanto sarebbe diminuito. «Ma non è stato così, ovviamente», racconta a Vanity Fair. Carla Taibi c’è sempre stata, discreta e rigorosa, anche nei momenti più duri. Come questo. «È difficile riuscire a realizzare che Emma non c’è più», continua Taibi ma la parola subito successiva al dolore è gratitudine. Quella «umana e politica» di avere potuto lavorare ogni giorno accanto a lei e per lei. Dal suo punto di vista così intimo e prezioso, Taibi racconta Emma Bonino nella sua veste meno conosciuta, quella della piemontese doc, quella che non aveva bisogno di mostrare il suo affetto perché più spesso preferiva nasconderlo dentro una provocazione, insofferente alla retorica e ai «piagnistei», che pretendeva moltissimo dagli altri e ancora di più da se stessa. Che quando arrivò la diagnosi di tumore mise subito le cose in chiaro: «Io non sono il mio tumore. A quello ci pensano i medici, noi abbiamo altro da fare». Ci risponde al telefono in una giornata in cui il suo telefono non smette di squillare e si scusa, per non avere risposto subito.

Come sta?

«È difficile riuscire a realizzare che Emma non c’è più. Un dolore immenso, per una perdita altrettanto grande. Quando una persona così importante ci lascia si è assaliti da tanti sentimenti, tutti assieme, tutti potentissimi. Ma uno più di tutti emerge: la profonda gratitudine umana e politica per aver potuto lavorare per lei e con lei, ogni giorno degli ultimi sedici anni».

Lei è stata accanto a Emma Bonino sempre. Qual è l’Emma che non abbiamo mai conosciuto davvero?

«Emma aveva un modo tutto suo di dimostrare affetto. Non era mai esplicita in quello, la divertiva provocare le reazioni dei suoi interlocutori ed era il suo modo di dire: ti stimo, ti prendo sul serio, vediamo se sai stare al gioco. Trattava tutti allo stesso modo: dall’attivista al dirigente, con un’attenzione enorme all’etichetta istituzionale, dai ministri ai capi di Stato. Diretta, schietta, senza fronzoli e cerimonie, ma con un rispetto istituzionale che davvero non si ravvede più. La divertiva l’intelligenza e si annoiava profondamente di fronte alla retorica vuota. Per me era come salire ogni giorno sulle montagne russe. Il viaggio più bello mai fatto».

⁠ ⁠Com’era lavorare con lei ogni giorno? C’è un gesto, una frase che le torna in mente?

«Emma era una piemontese doc, la persona più testarda che abbia mai conosciuto. Ogni sua parola, ogni sua decisione, erano pesate al millimetro e fondate su valori e principi che sembravano inarrivabili anche alle persone più vicine. Pretendeva tanto, troppo, in primis da se stessa. Non amava perdere tempo e non accettava le lamentele inutili, i piagnistei. I problemi, anche quelli più grossi si prendevano di petto e in un lampo di genio sapeva sempre quale fosse l’espressione più efficace per definire un concetto e quale fosse il punto di caduta più opportuno. Così come quando le arrivò la notizia del tumore. Ci disse: io non sono il mio tumore. A quello ci pensano i medici, noi abbiamo altro da fare».




L’articolo originale Carla Taibi, assistente storica di Emma Bonino: «Stare al suo fianco per me era come salire ogni giorno sulle montagne russe. Il viaggio più bello mai fatto» lo potete trovare al seguente Link