Radio WOW

Siete pronti a fare #WOW

Current track

Title

Artist

Background

Pamela Anderson all’amfAR a Venezia: «Mi dissero che l’epatite C era una condanna a morte, ho speso tutto quello che avevo per curarmi. Oggi non sono una vittima, sono una vincitrice»

Postato da il 7 Settembre 2026

«Mi dissero che probabilmente mi restavano dieci anni di vita». Pamela Anderson torna a parlare della diagnosi di epatite C, e questa volta lo fa raccontando anche quello che quella notizia le ha lasciato negli anni successivi: la paura per i figli, il senso di colpa quando finalmente riuscì a permettersi una cura, la vergogna, l’autosabotaggio. Fino a una frase che oggi, nella sua seconda (o terza, o quarta, o quinta, che importa?) vita pubblica e professionale, assume un significato molto preciso: «Non sono una vittima. Sono una vincitrice. Sono forte. Sono capace».

Lo ha raccontato la sera del 6 settembre all’amfAR Venezia, al Molino Stucky, durante l’amfAR Gala. Anderson era lì per ricevere l’Award of Courage dell’organizzazione; a consegnarglielo, il padrone di casa della serata Taika Waititi, che l’ha ringraziata per «la tua arte, il tuo attivismo e il tuo coraggio» e per la capacità di usare la propria voce «soprattutto quando è scomodo farlo».

Quella dell’epatite C è una storia che Anderson porta con sé da oltre vent’anni. Rese pubblica la diagnosi nel 2002. Intervistata allora da Larry King, raccontò che la malattia era stata scoperta poco più di un anno prima, durante normali esami del sangue. Nel novembre 2015 Anderson annunciò di essere guarita dopo essersi sottoposta a una nuova terapia antivirale; già allora insistette su un punto che ritorna nel discorso veneziano: il costo e la difficoltà, per molti pazienti, di accedere a quelle cure.

Il discorso di Pamela Anderson

«È un onore essere qui tra colleghi così stimati e illustri. Ho riflettuto a lungo sul mio discorso, pensando: “Non voglio tornare indietro, voglio andare avanti”. Ma è stata proprio la mia esperienza a spingermi in avanti e spero che possa essere fonte di ispirazione.

Alla fine degli anni Novanta, quando mi fu diagnosticata l’epatite C, non esisteva una cura. Era una condanna a morte. Questo è ciò che mi disse il mio medico: che probabilmente mi restavano circa dieci anni di vita.

Sono certa che quella notizia abbia influenzato e distorto molte delle mie decisioni. Non era la paura della morte, ma la paura di ciò che sarebbe potuto accadere ai miei figli, che allora erano piccoli. Ha stravolto la mia vita.




L’articolo originale

Pamela Anderson all’amfAR a Venezia: «Mi dissero che l’epatite C era una condanna a morte, ho speso tutto quello che avevo per curarmi. Oggi non sono una vittima, sono una vincitrice»

lo potete trovare al seguente Link