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«Sigfrido Ranucci è stato un fesso, ma si è voluto silenziare Report nell’anno elettorale. È stato un colpo di Stato». Il conduttore si muove legalmente contro la Rai, e la sua squadra è con lui

Postato da il 30 Agosto 2026

«Sigfrido Ranucci è stato un fesso»: in questa frase di Giorgio Mottola, inviato di Report intervistato dal Corriere della Sera, c’è tutta la tenerezza di un’amicizia tra colleghi che si stimano. Sì, perché pure se Ranucci è stato un fesso, la sua squadra non ha intenzione di mollarlo, e anzi lo difende a spada tratta, perché crede nel suo operato, nella sua estraneità ai fatti (Sigfrido Ranucci in questa intricata vicenda continua a essere parte offesa, vittima scampata di una bomba sotto casa sua, vale la pena di ricordarlo) e, soprattutto, crede nella sua integrità personale e professionale.

Pur riconoscendo alcuni passi falsi e alcune leggerezze (l’«aver rivendicato e costruito con Lavitola un rapporto di amicizia fraterno è stato inopportuno», ammette Mottola), la redazione di Report resta al suo fianco, anche perché denuncia un’ingerenza politica pericolosa, un «disegno imposto dal governo» (così dice Mottola, arrivando a parlare di «colpo di Stato») per silenziare il principale programma di inchiesta di casa Rai, che tante volte nella sua storia ha dato fastidio ai potenti e ai palazzi della politica, denunciando irregolarità e soprusi.

Le reazioni della politica

Un programma troppo spesso «a senso unico», secondo alcuni, come ha detto il Presidente del Senato Ignazio La Russa: la seconda carica dello Stato si è detta «felice» dell’allontanamento di Sigfrido Ranucci dal programma – cosa che in effetti La Russa aveva già auspicato tempo fa. Lui stesso, ha dichiarato, era stato eccessivamente «gratificato» da «incredibili» inchieste del Report di Sigfrido Ranucci, «senza che mai, né io né nessuno della mia famiglia da 100 generazioni avesse avuto problemi di giustizia». L’ultima inchiesta, questa primavera, riguardava la nomina di suo figlio, Geronimo La Russa, a presidente dell’ACI, l’Automobile Club Italia, «uno dei più antichi e ricchi enti sportivi italiani» e 450milioni di euro di fatturato all’anno.

Tempo prima, Report aveva chiesto conto a La Russa dei suoi eventuali rapporti con Marianna Amato, dipendente dell’Orchestra Sinfonica Siciliana finita al centro dell’indagine della Procura di Palermo, che ha ipotizzato il reato di corruzione per il presidente del Parlamento siciliano Gaetano Galvagno. Amato era infatti stata definita da Sabrina De Capitani, ex portavoce di Galvagno, «la cocca di La Russa». Ai microfoni di Report, il presidente del Senato aveva negato ogni coinvolgimento e ogni conoscenza approfondita con la donna, anche se poi la sua versione su come l’avesse conosciuta era stata smentita dal pasticcere palermitano Nicola Fiasconaro, da lui chiamato in causa come il tramite che gliel’aveva presentata. A realizzare quel servizio e quelle domande al presidente La Russa, tra l’altro, era stata proprio Giulia Presutti, la giovane giornalista che insieme a Daniele Piervincenzi è stata indicata dalla Rai per sostituire Sigfrido Ranucci, ma che sia gli storici redattori del programma sia il suo conduttore hanno bocciato con convinzione.




L’articolo originale

«Sigfrido Ranucci è stato un fesso, ma si è voluto silenziare Report nell’anno elettorale. È stato un colpo di Stato». Il conduttore si muove legalmente contro la Rai, e la sua squadra è con lui

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