Renzo Rosso a Venezia con Be Brave, sette figli e una regola: «Sono uno che pensa positivo, anche quando soffre o ha paura»
Postato da Redazione Radio WOW il 12 Settembre 2026

Be Brave arriva in un momento in cui il cinema, la fotografia, la moda e l’informazione stanno cercando di capire che cosa significhi lavorare con strumenti capaci di produrre in pochi secondi immagini che sembrano vere senza esserlo mai state. Carrozzini lo definisce anche «un gioco con lo spettatore»: davanti al film non sempre è immediatamente evidente che cosa appartenga all’archivio e che cosa sia stato ricostruito.
A Venezia, intanto, Rosso ha fatto le cose a modo suo. La giornata di Be Brave è cominciata all’ora di pranzo con un incontro insieme a Carrozzini alla Campari Lounge, poi si è spostata sul red carpet e in Sala Grande per la premiere ufficiale. Ad accompagnarlo c’erano la famiglia e parecchi amici: Fiorello con la moglie Susanna Biondo, Achille Lauro, Melissa Satta, Sangiovanni, Matthew Modine, Deborah Compagnoni, Eleonora Abbagnato, Natasha Poly e Glenn Martens, direttore creativo di Diesel. Carrozzini, Rosso, il produttore Lorenzo Mieli e parte della squadra del film si sono presentati indossando, per qualche foto, maschere con il volto dello stesso Rosso. La giornata si è poi chiusa lontano dal Lido, con una grande festa all’Arsenale, 2 mila e 500 invitati e una speciale performance del DJ e produttore Anyma.
Per Rosso, però, il discorso torna sempre lì: la tecnologia non vale molto se non c’è qualcuno disposto a rischiare usandola. Ed è forse questa la parte più personale del film. Dietro il fondatore di Diesel c’è il bambino cresciuto in una famiglia veneta, i genitori a cui continua ad attribuire buona parte dei valori che si porta dietro. E poi ci sono i figli: sette, diversi dei quali oggi lavorano con lui. «Sono uno che pensa positivo, anche quando soffre o ha paura», rivela, «Dentro di me mi chiedo spesso: “Ce la farò?”. Poi però riparto e vado avanti. Perché continuo a credere che, se affronti le cose con positività, una via d’uscita alla fine la trovi».
C’è anche un altro legame, più intimo, che attraversa il documentario. Francesco Carrozzini conosce Rosso da quando era bambino. Renzo era molto amico di sua madre, Franca Sozzani. Dieci anni fa Carrozzini era arrivato proprio alla Mostra di Venezia con Franca: Chaos and Creation, il documentario dedicato alla madre. Per questo Be Brave finisce per parlare meno di jeans di quanto ci si potrebbe aspettare. Parla soprattutto di quanto sia difficile continuare a rischiare dopo avere avuto successo.
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