Penélope Cruz e Javier Bardem in disparte con Paul Dano, un risotto per tutti, i bunker veri di cui si parla sottovoce: il party di Bunker al Festival di Venezia
Postato da Redazione Radio WOW il 10 Settembre 2026
I due attori spagnoli cercano subito Zeller e si mettono lì, in un angolo del giardino, lontano dagli sguardi, a chiacchierare a bassa voce per gran parte della serata. In Sala Grande, meno di un’ora prima, Cruz si era commossa fino alle lacrime durante i quindici minuti di applausi. Intorno, l’after party è intimo. Tavoli bassi, si brinda tra baccalà mantecato, mini hamburger e crocchette. Il risotto, come sempre, arriva quando meno te lo aspetti. Paul Dano si aggira in smoking, raggiunge la coppia Bardem-Cruz. Patrick Schwarzenegger – giacca rossa doppiopetto – fa il giro dei tavoli: si ferma, saluta, fa una battuta. Stephen Graham sorride.
E ovviamente si parla di bunker. Del resto, qualche ora prima erano stati Cruz, Bardem e Zeller a raccontare in conferenza stampa quanto il film li avesse coinvolti: lei aveva parlato del rischio di perdere i legami umani, lui di un mondo sempre più connesso digitalmente e sempre più distante nella vita reale, il regista aveva spiegato che l’idea era nata leggendo dei rifugi realmente costruiti dai miliardari della Silicon Valley, progettati per sopravvivere a eventuali catastrofi mentre il resto del mondo resta fuori. E così, tra un vassoio e l’altro, spuntano i bunker veri: «Un mio amico ha comprato un terreno in Nuova Zelanda, sta scavando davvero», racconta un ospite. Un altro, a voce più bassa: «Il problema non è il bunker, il problema è il momento in cui cominci a pensarci. Poi non smetti più».
Prima di mezzanotte, Penelope e Javier vanno via. Cruz e Bardem sono arrivati insieme e insieme hanno chiuso la loro Venezia. Sono già ripartiti.
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