La preoccupazione di Bill Gates sull’intelligenza artificiale scuote il mondo, può essere «il più grande strumento di uguaglianza mai inventato oppure la peggiore fonte di ingiustizia»
Postato da Redazione Radio WOW il 27 Agosto 2026
Intanto, negli Stati Uniti più della metà degli under 30 dichiara ormai di essere più preoccupata che entusiasta dell’intelligenza artificiale, secondo dati del Pew Research Center. Più di sette persone su dieci pensano che l’AI porterà a una diminuzione dei posti di lavoro.
Le preoccupazioni per gli effetti su lavoro e territori
E poi ci sono le preoccupazioni legate al consumo di acqua ed energia dei data center, l’impatto sui territori, il copyright, l’uso dei contenuti per addestrare i modelli, gli effetti sulla scuola, sulle relazioni e sulle capacità cognitive. Il giornalista di Wired Maxwell Zeff sostiene che l’industria continui però a interpretare questa opposizione soprattutto come un «problema di comunicazione e di branding». Se si spiegassero meglio i benefici dell’intelligenza artificiale, smetteremmo di avere paura. Una frattura diventata visibile persino tra i protagonisti della corsa all’AI. Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta ha recentemente criticato il tono catastrofista utilizzato da alcuni leader del settore. Dal canto suo, Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic ha dichiarato che stiamo vivendo «una crisi di fiducia» perché le persone sospettano che si stia «inventando un nuovo modo per fregarle».
Ora inizia a essere più chiaro come debba essere interpretato l’allarme lanciato da Gates. Nell’intervista rilasciata alla CNN, Gates ha messo in guardia dalla possibilità di una vera e propria reazione di rigetto nei confronti dell’AI: «Dobbiamo agire consapevolmente per assicurarci che vada a beneficio di tutti, e non soltanto di pochi privilegiati». Se finora uno degli argomenti più utilizzati contro il timore della perdita di posti di lavoro è che ogni rivoluzione tecnologica ne abbia distrutti alcuni per crearne altri, oggi il cofondatore di Microsoft non pensa che questa volta andrà nello stesso modo. Questa rivoluzione, ha affermato, è «completamente, assolutamente, totalmente diversa». L’impatto di questa tecnologia non si limita all’automazione di singole mansioni, ma investe trasversalmente le competenze intellettuali comuni a innumerevoli ambiti professionali.
Torna l’idea della robot tax
Questo si traduce nel fatto che, se un lavoratore perdesse il proprio posto, potrebbe non esserci pronto un altro comparto o settore in grado di assorbirlo. Nella sua riflessione, Gates rilancia l’idea di una robot tax, una tassa sull’automazione già sostenuta in passato: se il lavoro di una persona viene sostituito da una macchina,anche quella macchina dovrebbe contribuire in qualche modo al sistema fiscale.
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