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Il mondo al contrario e i maschi del futuro

Postato da il 29 Agosto 2026

Nel libro Il mondo al contrario, nel lungo capitolo dedicato al tema della famiglia, Roberto Vannacci ha sostenuto che il patriarcato, inteso come la struttura di potere oppressiva che subordina le donne agli uomini, così come teorizzato dal femminismo, non esiste più. A distanza di qualche mese, in occasione della pubblicazione del programma di Futuro Nazionale, il partito dichiaratamente sovranista e identitario di cui è a capo, torna sull’argomento introducendo nel vocabolario politico la definizione, ormai nota, di patriarcato mediterraneo. Molti slogan e poche proposte, ma soprattutto, tra i punti in elenco nella prima parte del programma di Futuro Nazionale, troviamo una sezione dedicata alla relazione tra uomini e donne.

La tesi è questa: il modello tradizionale del patriarcato rappresenta un pilastro fondamentale della famiglia (così come viene da loro teorizzata) e deve essere tutelato. Farlo è compito degli uomini il cui ruolo sociale è proprio quello di difendere il nucleo familiare, economicamente e fisicamente, per la salvaguardia dell’onore, della reputazione, della dignità e del rispetto. In questa prospettiva il programma promuove anche le quote azzurreper sostenere la natalità, ovvero, detto a parole semplici, agevolare nei concorsi pubblici gli uomini in modo tale da lasciare che le donne possano fare figli. Una vecchia idea che considera le donne esclusivamente in relazione al loro determinismo biologico.

Il fatto è che nessuno dei punti messi in programma da Vannacci e il suo Futuro nazionale sono cosa nuova. Negli anni ’30 la giurista e intellettuale Teresa Labriola aveva teorizzato il femminismo latino per tentare di conciliare le istanze dei diritti delle donne con l’ideologia fascista dell’epoca. L’obiettivo era quello di criticare l’individualismo di stampo anglosassone e promuovere un modello di emancipazione femminile che non dovesse richiedere alle donne di rinunciare alla famiglia. Per il femminismo latino, il ruolo pubblico della donna era strettamente connesso alla maternità e al modo in cui contribuiva al mantenimento dell’organizzazione sociale combattendo la denatalità. Lo ricordo in questa occasione perché, in fondo, il Futuro Nazionale di Vannacci e il femminismo latino di Labriola considerano le donne allo stesso modo, unicamente sulla base della loro capacità riproduttiva, perseguendo lo stesso progetto: il mantenimento dei rispettivi ruoli di genere. Non si tratta semplicemente di un modo come un altro per tornare indietro nel tempo, significa, in maniera più profonda, voler promuovere e sostenere un progetto politico specifico che porta avanti una certa idea di società. Una società in cui gli spazi pubblici sono occupati dagli uomini, mentre alle donne è riservata esclusivamente la dimensione privata della casa e il carico della cura. È davvero un mondo al contrario quello vannacciano in cui il patriarcato non rappresenta un sistema discriminatorio da combattere strutturalmente ma un vecchio amico da difendere da una sola, unica, vera minaccia: il femminismo.

La verità però è che Vannacci e il suo programma non difendono niente, semmai vogliono tutelare un ordine già dato delle cose che giova esclusivamente a una fetta di mondo: quella maschile. Arriva qui la parte più preoccupante di cui, a mio parere, dovremmo discutere. Se il femminismo latino si rivolgeva esclusivamente alle donne, il patriarcato mediterraneo di Futuro Nazionale, invece, parla agli uomini. Nel testo leggiamo che: Andrebbe protetto un modello che sottolinea le specificità e la formazione di maschi forti. Maschi capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne.




L’articolo originale Il mondo al contrario e i maschi del futuro lo potete trovare al seguente Link