Emma Bonino, l’ex compagno Marcello Crivellini: «Quando rimase incinta, l’accompagnai ad abortire. Da quel momento la nostra storia ha preso una piega politica»
Postato da Redazione Radio WOW il 13 Settembre 2026

Marcello Crivellini è stato il compagno di Emma Bonino, scomparsa l’11 settembre a Roma, a 78 anni. Da oggi è aperta la camera ardente in Campidoglio mentre martedì verranno celebrati i funerali di stato della storica leader dei radicali. Massimo Crivellini era al suo fianco quando rimase incinta e decise di abortire. Il giorno che segnò definitivamente l’inizio della sua battaglia per il diritto all’interruzione di gravidanza per tutte le donne. «Era un destino, evidentemente. A Emma il suo ginecologo aveva detto che non poteva avere figli. Che era sterile», ha raccontato al Corriere della Sera.
Era il 1973, Bonino e Crivellini erano una coppia di fidanzati uniti da un paio d’anni. «Lei era una ragazza appena laureata in Bocconi, sfoggiava vestitini eleganti, facevamo una vita da ragazzi normali. Ci siamo conosciuti perché eravamo tutti e due commissari in un esame di maturità di un istituto tecnico. Avevamo bisogno di soldi, facevamo un po’ quello che capitava».
Un lungo corteggiamento da parte di Crivellini poi un amore forte, che ha cambiato forma proprio dall’aborto in poi. «Siamo andati avanti per molti anni, ora non saprei dire quanti, perché ad un certo punto Emma è andata a Roma, in Parlamento. Abbiamo continuato a vederci lo stesso, un po’ lì un po’ a Milano, poi ancora quando pure io sono andato a Roma in Parlamento. Insomma non è facile mettere confini. Anche perché…Proprio dopo l’aborto di Emma la nostra storia ha preso una piega politica. E anche lì non è stato più facile stabilire i confini tra una cosa e l’altra».
Del giorno dell’interruzione di gravidanza, Crivellini ricorda: «È riuscita a mettersi in contatto con Adele Faccio, lei a Milano praticava aborti con il metodo Karman, per aspirazione. Non la macelleria delle mammane. Le consigliò di andare a Firenze da un medico che per gli aborti chiedeva cinquantamila lire. Una sciocchezza rispetto alle cifre degli altri, prezzi che variavano tra il mezzo milione e un milione di lire».
Poi l’inizio della battaglia che il 22 maggio 1978 diventò legge, la 194. Anni d’amore e di lotta che si è fatta corpo. Ma anche anni di ricordi intimi e di tenerezza. Come quello a cui Crivellini è più legato: «Emma con sua madre Catterina che arriva a casa mia in Corso Lodi con il suo attrezzo per fare gli gnocchi. Buonissimi».
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