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Emma Bonino, il ricordo di Laura Boldrini: «Ero una ragazzina e già ammiravo il suo coraggio. Ci lascia i frutti delle sue battaglie e una passione politica che sarà d’esempio»

Postato da il 11 Settembre 2026

Qual è la prima immagine che le torna in mente di Emma Bonino oggi ?

«La prima immagine che mi viene in mente è quella di lei nelle grandi manifestazioni degli anni ’70, sempre in prima linea per i diritti delle donne. Io ero una ragazzina e già ammiravo questa donna così coraggiosa che sfidava un’Italia convenzionale e bigotta per dare alle donne la libertà di scelta sia nel matrimonio sia nella gravidanza. All’epoca infatti, le ragazza che rimanevano incinte senza averlo voluto erano costrette a rivolgersi alle mammane e a fare l’aborto clandestino. Una pratica molto pericolosa durante la quale alcune perdevano la vita. Furono anni di grandi conquiste che cambiarono il paese e lei e i Radicali ebbero un ruolo fondamentale, così come lo ebbe il movimento femminista».

Quale insegnamento custodisce?

«L’insegnamento principale che custodisco è quello della caparbietà quando si tratta di fare una battaglia che migliora la vita delle persone. I grandi cambiamenti vedono sempre opposizioni feroci e chi fa da apripista spesso si trova a dovere fronteggiare dure critiche e tentativi di delegittimazione e irrisione. Lei ebbe questo ruolo e lo affrontò senza esitazioni. Ogni donna che arriva a posizioni apicali a mio avviso ha il dovere di spendersi per continuare a perseguire questa strada verso la parità totale delle donne che, ancora oggi, è tutta in salita».

La morte di Emma Bonino ci rende tutti orfani di una grande politica, una donna che si è battuta anche con il suo corpo per i diritti di tutte e tutti. Nell’Italia di oggi quanto pesa la sua scomparsa?

«Nell’Italia di oggi, che si muove in un contesto internazionale in cui i diritti umani e civili vengono costantemente messi in discussione e violati figure come Emma Bonino, che si è sempre spesa per questo in modi anche provocatori ed eclatanti, sono fondamentali e preziose. Anche in politica estera, ci mancherà e sentiremo il vuoto lasciato dalla sua scomparsa. Ma ci lascia i frutti delle sue battaglie e l’eredità di una passione politica che sarà di esempio soprattutto per tante donne».

Tanti terreni sui diritti sono comuni a entrambe, dall’aborto all’Afghanistan.

«Apparteniamo a due generazioni diverse, ma abbiamo condiviso molto spesso gli stessi obiettivi. Ho conosciuto Emma Bonino in occasione della guerra in Bosnia, quando lavoravo al Wfp, l’agenzia dell’Onu per gli aiuti alimentari d’emergenza, e lei se ne occupava, ne seguiva gli sviluppi. Poi fu in prima linea per l’istituzione della Corte penale internazionale. Si spese moltissimo, insieme ad altri, perché fosse Roma la capitale in cui firmare lo statuto fondativo. E così fu. Ci accumunava la consapevolezza dell’importanza di rafforzare il diritto internazionale, unico strumento a tutela delle vittime dei crimini. Negli anni successivi ci siamo incontrate in diverse circostanze, sempre in situazioni di crisi umanitarie in varie parti del mondo, specialmente quando è diventata Commissaria europea».

Bonino è stata radicalmente europeista, fino alla fine. Mentre crescono nazionalismi e destre radicali, quell’idea di Europa è stata sconfitta o diventa sempre più necessaria?




L’articolo originale

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